Sequestro illegittimo. Richiesti i danni al comune di San Vito

 Riceviamo e pubblichiamo un comunicato della Società Polycenter.

La società Polycenter Srl, proprietaria del Complesso residenziale “Caletta Turchino” in località Portelle a Marina di San Vito Chietino, patrocinata dagli Avvocati Alberto Paone e Marianna Di Nardo, ha proposto azione civile per il risarcimento del danno patrimoniale, oltre che d’immagine, subiti a causa dell’illegittimo sequestro penale che ha interessato il fabbricato in fase di realizzazione nel 2012, quantificati in Euro 1.417.430,00 da una apposita perizia tecnico contabile.
L’atto di citazione è stato notificato al Comune di San Vito Chietino, al Ministero dei Beni Ambientali ed all’Ingegnere Enrico De Acetis, perito dell’allora Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Lanciano, Dr. Menditto.
Il complesso residenziale “Caletta Turchino” oggi fiore all’occhiello della Costa dei trabocchi, è anche l’emblema di un’epoca in cui si guarda solo all’evento quotidiano dimenticando subito tutto quello che succede dietro, dove le energie migliori sono soffocate dalla burocrazia, dalla sfiducia e dalle divisioni tra i vari componenti della società civile, nonché dai tempi incerti della magistratura.
Come noto, nel maggio 2012, con la costruzione in fase di ultimazione dei lavori, ci fu l’inaspettato intervento della Magistratura, con conferenza stampa del Procuratore e conseguente enfasi mediatica, per annunciare il sequestro del cantiere, dichiarando la totale difformità della costruzione rispetto al progetto approvato ed evidenziando di aver messo fine allo scempio che veniva perpetrato sulla costa dei trabocchi.
Il complesso, realizzato con tutti i permessi ed autorizzazioni del caso, lungi dal deturpare il tratto di costa di particolare pregio, si è venuto ad incastonare perfettamente con l’ambiente circostante, rinunciando anche ad altre volumetrie assentibili secondo il PRG Comunale e sostituendosi ad un orribile casermone in cemento armato, mai completato, abbattuto per realizzare l’area di sedime del nuovo fabbricato.
La Società Polycenter, nonostante il grande impegno Tecnico e Legale nel sostenere la perfetta corrispondenza tra il realizzato e quanto progettato ed assentito, dopo alterne vicende giudiziarie, caratterizzate altresì da riesami e ricorsi in Cassazione, al fine di superare l’impasse che aveva inghiottito il Complesso, si è vista costretta a demolire la copertura del fabbricato per poi ricostruirla esattamente com’era prima, con autorizzazioni identiche a quelle rilasciate prima del sequestro.
Tutto questo perché nessuno degli addetti ai lavori ha avuto il coraggio di contraddire nei fatti, con corrispondenze concludenti, quanto affermato dalla Procura che, forse sviata dalla perizia dell’Ing. De Acetis, continuava a sostenere la totale difformità del fabbricato.
La vicenda si è protratta per cinque anni e mezzo e si è conclusa nel 2015 sul piano civile/amministrativo, con la dichiarazione di agibilità del fabbricato ricostruito senza oneri comunali aggiuntivi ed in maniera identica a quello demolito e nel 2017 sul piano penale, con la piena assoluzione degli imputati, Ing.ri Di Nardo Alfredo e Di Nardo Mariateresa, patrocinati dagli Avv.ti Alberto Paone e Alfonso Ucci, da parte del Tribunale di Lanciano, perché il fatto non sussiste.
E’ convinzione della Società Polycenter Srl che se gli Enti pubblici e tutti i soggetti preposti ad agire per finalità di pubblico interesse coinvolti nella vicenda, avessero svolto in pieno il proprio dovere, si sarebbe potuta evitare questa lunga controversia civile ed amministrativa. così come è altrettanta convinzione che non solo i privati cittadini, ma anche le Pubbliche Amministrazioni e gli Organi dello Stato tutti, quando sbagliano, debbano rispondere del loro operato.
Il Legale Rappresentante
Ing. Alfredo Di Nardo

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