Europa dei popoli, non dei banchieri che affamano

L’Europa abbia il coraggio di cambiare (editoriale di Franco Venturini, Corriere della Sera, 21 maggio 2019).

Franco Venturini in ultima analisi afferma nel suo editoriale del 21 maggio 2019 sul Corriere della Sera, che l’UE deve cambiare sì, ma non troppo. È la difesa del paradigma esistente che è intoccabile. Dimentica di dire, come fa tutta la stampa italiana, che non c’è una sola Europa, ma tre Europe: quella atlantica/nordica, quella continentale e quella mediterranea. E nel mondo multi-polare di oggi l’Italia, per la sua posizione geografica strategica e per la sua importanza economica, ha un ruolo fondamentale da svolgere. Venturini mette in guardia, è il solito ritornello, contro il debito pubblico. Ma dimentica di dire che gli italiani sono tra i più ricchi cittadini d’Europa con un patrimonio immobiliare di loro proprietà unico in Europa. Se l’Italia recupera l’autonomia di emettere moneta, tornando alla lira, e ad una Banca d’Italia che è garante e acquirente ultimo dei suoi titoli di stato, il differenziale, scomparirebbe ed il debito pubblico non sarebbe un problema. NON più integrazione economica, quindi, ma ripristino dell’indipendenza dalla Banca Centrale Europea. L’Italia dovrebbe farsi garante dell’Europa dei popoli. Il che presuppone mettere in discussione la filosofia dell’UE di oggi, in mano a banchieri e speculatori apolidi. Questa sarà la vera novità del risultato delle elezioni del 26 maggio 2019. Il resto è voler medicare una ferita profonda con un cerotto, come suggerisce il Venturini.

Filippo Salvatore

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