La democrazia secondo … loro

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Non posso esimermi dal fare un veloce e per qualcuno tedioso excursus sul concetto di democrazia quale si è evoluto negli anni in alcuni cosiddetti democratici per nascita o per genetica. Comincio con Gad Lerner che stila, su Repubblica del Venerdì, una lista di proscrizione di personaggi che, stando alla definizione di “proscrizione” presso i Romani, stava a significare “semplicemente” condannare a morte senza forma giudiziaria. Bontà sua (e per evitare querele) premette che “non ha il diritto di farlo ed è certo che nessuno farà loro del male”. Poiché è dotato di un certo spirito macabro, aggiunge “le persone elencate saranno felici di essere state citate” (da cotanta mente superiore). A proposito, le persone da eliminare secondo Lerner sono, in ordine alfabetico, Maurizio Belpietro, Giuseppe Cruciani, Paolo Del Debbio, Vittorio Feltri e Mario Giordano. Un’ultima notazione, tanto per inquadrare meglio il personaggio. Questo individuo ha già fatto una lista di proscrizione: vi compariva un solo nome: Luigi Calabresi assassinato dai suoi compagni di Lotta continua. Questo individuo dovrebbe ponderare meglio quello che dice e, a parer mio, la magistratura dovrebbe intervenire.

E’ questa la loro democrazia? questo è stalinismo, altro che fascismo.

Altro protagonista democratico quel tale che risponde al nome di Giorgio Napolitano che, esce dal letargo senile e, tra un pannolone ed un altro, interviene contro i cosiddetti sovranisti dimenticando (gli abbiamo già associato la parola “senile”) di essere stato fascista, di essere stato (ed esserlo ancora) comunista, di aver approvato le repressioni cruente in Ungheria e Cecoslovacchia, di aver condizionato i governi calandosi le braghe (non portava ancora i pannoloni) nei confronti dei SOVRANISTI europei Francia e Germania.

E’ questa la loro democrazia? questo è stalinismo, altro che fascismo.

Torniamo a temi più prosaici: ricordate Catiuscia Marini, la presidente della regione Umbria, prima sospesa e poi dimessasi? Adesso è di nuovo a capo della regione nonostante le presunte porcherie nella sanità! Ed il miracolo non si è tradotto in una evaporazione delle accuse che restano tutte in piedi, ma perché il consesso umbro con un voto a maggioranza ha respinto le dimissioni. E questo ci può stare: quello che lascia perplessi (eufemismo) è che ha vinto per un solo voto… il suo!

E’ questa la loro democrazia: questo è stalinismo, altro che fascismo.

I veri democratici si stracciano le vesti per la “repressione” di un manifesto contro Salvini, a Milano durante il suo comizio: ebbene nonostante il tentativo di attribuirgliene la responsabilità, si scopre che non è stato lui e nemmeno la Digos a togliere il manifesto “Restiamo umani” (come se noialtri fossimo disumani), ma la direzione dell’albergo che non ha voluto che la struttura avesse una qualsiasi connotazione politica. Ma l’importante è accusare Salvini di comportamenti repressivi e la Polizia di essere succube.

E’ questa la loro democrazia? questo è stalinismo, altro che fascismo.

Infine un episodio emblematico del collasso di quell’unico neurone che si scambiano tra loro i democratici: neurone che non ce la fa più e si accinge a trasferirsi all’estero. L’assessore all’istruzione, alla formazione, al lavoro ed alle pari opportunità della Regione Veneto, ha avuto l’ardire di citare un paio di giudizi, NON SUOI, ma di un certo Winston Churchill, sull’operato di Mussolini: questi risalgono al 1927 e 1933: in essi Churchill diceva testualmente ”Se fossi stato italiano sono sicuro che sarei stato interamente con voi dal principio alla fine della vostra lotta vittoriosa contro i bestiali appetiti del leninismo” e “Il genio romano impersonato in Mussolini, il più grande legislatore vivente, ha mostrato a molte nazioni come si può resistere all’incalzare del socialismo e ha indicato la strada che una nazione può seguire quando sia coraggiosamente condotta. Col regime fascista Mussolini ha stabilito un centro di orientamento dal quale i paesi che sono impegnati nella lotta corpo a corpo col socialismo non devono esitare ad essere guidati”. E tanto per non far mancare nulla alla libidine antifascista degli stalinisti di casa nostra, cito ancora un commento, sempre di Churchill, datato 25 luglio 1943 “Così terminò la dittatura di Mussolini in Italia, durata 21 anni, durante i quali egli aveva sollevato il popolo italiano dal bolscevismo nel quale avrebbe potuto sprofondare nel 1919 a una posizione in Europa quale mai l’Italia era arrivata prima. L’alternativa al suo governo avrebbe potuto essere un’Italia comunista, che avrebbe causato pericoli e disgrazie di tipo diverso sia per il popolo italiano, sia per l’Europa”. Ebbene, per aver semplicemente citato uno statista quale Churchill, questa gentaglia, chiede le dimissioni e magari la fucilazione per l’assessore rea di aver ricordato, in seguito a precisa domanda, quel che una terza persona, certo non collusa con il fascismo, ebbe a dire.  Ebbene quel famoso neurone sta sbattendo tra le vuote pareti della scatola cranica di “tale” Gianfranco Carofiglio che incurante del rimbombo sordo che gli urti producono, dichiara con la sicurezza che solo i condizionamenti di Pavlov sanno dare “Se un’assessora regionale dichiara di inchinarsi a Mussolini i casi sono due: o trattasi di irresponsabile o di apologeta del fascismo. Nel secondo caso dovrebbe essere indagata e processata. In entrambi i casi rimossa velocemente dal suo incarico”. Come volevasi dimostrare questi reagiscono anche se una signora chiede in un negozio di stoffe se hanno la … “mussola”

Questo è l’esempio  lampante di quanto un neurone impazzito produca nella testa di un personaggio come Carofiglio. Che qualcuno lo aiuti altrimenti ci penserà Gad Lerner.

Scusate se sono stato troppo lungo ma quando ci vuole, ci vuole.

Elio Bitritto

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