Il pallone è mio e …

Tocca tornare sul caso Siri che, al di là di cosa deciderà la magistratura, si arricchisce di nuovi elementi di riflessione dopo un paio di dichiarazioni di Di Maio che caratterizzano la sua essenza e quella del movimento.

In realtà le due dichiarazioni sono complementari: nella prima dice, in sostanza, “Non si dimette? Tanto noi abbiamo la maggioranza in Consiglio dei Ministri …”. La seconda, ancora più chiarificatrice della prima: “La Lega … ha pianificato di far saltare tutto dopo il voto. E tutto questo per cosa? Per una poltrona? Per non mollare un loro indagato per corruzione (che ha il diritto di difendersi ma lontano dall’esecutivo)…”!

Entrambe queste dichiarazioni riflettono una totale mancanza di logica oltre che di democrazia e tutta quella simpatia che il suddetto poteva aver suscitato va a farsi benedire. Intanto cosa indica la prima dichiarazione: semplicemente l’arroganza del “socio di maggioranza” il quale è come quei ragazzotti un po’ viziati che va al campetto di calcio portando, avendone i mezzi, il pallone per cui è lui “padrone del pallone” che decide chi gioca, e dove, altrimenti “… me ne vado e porto via il pallone”! comportamento decisamente infantile che pone seri dubbi sulle capacità di governo di Luigi Di Maio e compagnia cantando. L’altra dichiarazione, se vogliamo, è ancora più grave e rivela non solo un particolare senso delle istituzioni, soprattutto ne evidenzia le contraddizioni. A parte il fatto che era ampiamente prevedibile che non potesse aspettarsi che la Lega non “mugugnasse” per cui la sua interpretazione del “mugugni” come indice della volontà della Lega di creare la crisi era piuttosto evidente, ma non si accorge che pone alla attenzione degli italiani due aspetti: il primo è quando dice che Siri “ha il diritto di difendersi ma lontano dall’esecutivo” come se stando “vicino” possa indurre una sorta di … contagio. Comunque, bontà sua, gli riconosce il diritto alla difesa e questa difesa dove si può esercitare se non nelle sedi a ciò deputate? No! il Sinedrio del movimento su indicazione di Caifa Di Maio ha deciso e Pilato Conte si adegua accettando di sostituirsi ai giudici naturali L’altra stupidaggine che ne rivela l’infantilismo è quando minimizza il ruolo di Siri “La Lega fa saltare tutto … per una poltrona”? Qui non si rende conto che la domanda vale anche per lui “ il Movimento rischia di far saltare tutto per una poltrona!”. Ma forse non ci arriva e, purtroppo, non ci arrivano neanche i suoi estimatori che, bisogna riconoscerlo, poco alla volta stanno imparando a …riconoscerlo!
Elio Bitritto

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