Chieti. Interessante convegno sul ‘Futuro dell’ Intelligence’

Se è vero  che la riservatezza non esiste più, diceva qualche anno fa Mark Zuckerberg, ideatore e fondatore di Facebook, l’ Intelligence c’è, ma non si vede, e guarda al  futuro, corteggiando a modo suo le nuove tecnologie e  le nuove generazioni per prevenire e difendere anche nel cyberspace dominio che dopo la terra, il mare, il cielo, l’aria e lo spazio viene eletto, dalla Nato, tra quelli più sensibili a possibili conflitti 

Tra gli argomenti del seminario su Il futuro dell’Intelligence oggi non è mancata  la tecnologia di quinta generazione, la 5G che varcherà la soglia del Paese nel 2020: “L’Europa sta indietro – sottolinea Antonio Zennaro componente del Copasir (Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica).
Dopo i saluti del presidente della Regione Marco Marsilio, Zennaro affronta anche la questione sul reclutamento degli agenti per le agenzie: “Non parte più solo dai canali ordinari, ma anche dalle università per l’informatica”.
Dunque, l’ Intelligence è soprattutto raccolta d’informazioni non solo per scopi militari e civili, ma in materia economica e nel settore industriale, in campo sociale e ambito politico, applicata alle nuove tecnologie e alla Cyber security.
Un grosso contributo per il lavoro di agenzia  arriva proprio dall’Abruzzo terra d’intelligence perché sono soprattutto abruzzesi alcune delle maggiori professionalità dei “Servizi”, lo dice l’onorevole  Zennaro.
 Del ruolo degli 007 nelle elezioni europee accenna  l’organizzatore dell’incontro Antonio Teti, docente dicyber intelligence e responsabile del settore sistemi informativi e innovazione tecnologica dell’università D’Annunzio, che aggiunge: “Tutti voi fate intelligence e non ve ne rendete conto, lo fate con la raccolta di informazioni”.
Robert Gorelick, ex capo della Cia ( Central intelligence agency) in Italia, indirizza i servizi: “Devono pensare molto ai profili” degli agenti perché sono molto più esposti con l’attuale tecnologia. Meno segreti per Gorelick: “Ce ne sono molti di meno oggi, ma sono davvero importanti. Si tratta di quelle informazioni necessarie per la sicurezza del Paese – per 30 anni Gorelick ha vestito i panni dell’agente segreto –  Le comunicazioni dirette con gli informatori, il cambio d’identità e i camuffamenti ora non hanno più senso rispetto alla possibilità di far viaggiare le informazioni in tempo reale”.
Maria Trozzi
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