Saviano ha trovato il suo Spartaco nero

Saviano e Umanità in rivolta ( Feltrinelli, 2019) di Aboumakar Soumahoro.

Saviano ha trovato il suo Spartaco nero: si chiama Aboubakar Soumahoro. Ma dimentica di dirci chi ha costretto Soumahoro a lasciare l’Africa e perché tanti come lui si trovano nella condizione di schiavi in Italia.

Le migrazioni illegali sono il mezzo usato dal grosso capitale per controllare il mercato del lavoro in Europa e per ridurre i diritti acquisiti dei lavoratori.

Fenomeni come lo spostamento di milioni di persone non avvengono per caso. Sono il risultato di strategie studiate a tavolino. E chi osa dirlo ed opporvisi viene tacciato dai ‘collaborazionisti del neo schiavismo’ di razzista, d’intollerante e di … ecco la parola magica del politicamente corretto… fascista.

Che miopia e che malafede!

E Saviano gioca il gioco per tornaconto pur sapendo di barare intellettualmente. Sta proteggendo i mercanti del tempio.

La forma piu’ sublime di generosità e di rispetto della vita umana è di impedire che gli schiavisti contemporanei trattino come bestie degli esseri umani e distruggano con la loro cupidigia i sogni indispensabili di cui i migranti hanno bisogno per continuare a vivere.

In un mondo in piena esplosione demografica, le migrazioni sono INEVITABILI; tuttavia è assurdo credere o far credere che gli spostamenti possano avvenire nella clandestinità.

I paesi di accoglimento, tra cui l’Italia, hanno il diritto di stabilire il numero ed i criteri per andare a farne parte. È sano buon senso senza falso buonismo.

Lo fanno già tanti altri paesi, senza rimorsi. L’immigrazione legale faciliterà la convivenza pacifica di etnie diverse su uno stesso territorio.

Filippo Salvatore

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