Notre Dame, ovvero la Cattedrale dell’Ipocrisia

Notre-Dame, Parigi, 16 aprile

Tutti a stracciarsi le vesti per l’incendio di Notre Dame: certo la totale distruzione, peraltro fortunatamente evitata, avrebbe costituito una perdita notevole per il patrimonio culturale francese e mondiale e su questo non discuto salvo la noticina che questo monumento è stato soggetto a tanti di quei restyling, che è più “rifatto” di quelle attrici che credono di togliersi gli anni … con il bisturi. Ma a parte queste considerazioni ciò che colpisce è il riferimento al Cristianesimo che ormai nella Francia della netta separazione tra Stato e Chiesa non ha più senso già dai tempi della Rivoluzione francese: una Retorica, con la R maiuscola, su un gotico imbellettato con superfetazioni, come la guglia che tanta commozione ha suscitato nel mondo, che risale, come tante altre parti dell’edificio, alla seconda metà dell’800 o, addirittura, al 1960. Tornando alla Rivoluzione francese, la cattedrale fu “dedicata” alla Ragione e solo sotto Napoleone che desiderava una “location” degna della sua grandeur, torno Chiesa Cattolica per poter poi “ospitare “ l’incoronazione del generale. Una ricostruzione possibile senza il temuto stravolgimento di uno stile già abbondantemente stravolto: come non ricordare le bellissime vetrate che risalgono addirittura al 1966! Ma perché tanto stupito clamore per quanto accaduto? Perché è un monumento nazionale? Perché è a Parigi? Perché è “storia”? perché è un simbolo religioso? Ecco, forse è solo in questa caratteristica che risiede tutta l’ipocrita commozione dei francesi e degli italiani: ai francesi dei simboli religiosi non interessa nulla tanto è vero che a febbraio ci sono stati 65 atti di vandalismo “anticristiano” in tutta la Francia (lo scorso anno “solo” 47): tra questi atti 22 chiese vandalizzate ed 11 profanate. Se andiamo più nel dettaglio nelle chiese sono state decapitate statue della Madonna, spezzati crocifissi, profanate ostie consacrate, bruciate cappelle e deturpate le pareti degli edifici con escrementi blasfemi. A livello di grandi numeri nel 2017 le “attività” anticristiane sono state 949 nel 2016, 878 nel 2017, 992 nel 2018 mentre nel 2019 si potrebbe superare a quota 1000. Agli atti anticristiani si affiancano atti anti semiti al punto che molti francesi hanno abbandonato la Francia o si stanno preparando a farlo: e di tutto questo cosa si dice? Nulla, si registra l’accaduto e si aggiunge un tassello ad una statistica. Mi chiedo e chiedo quale sarebbe stata la reazione dei “benpensanti” se oggetto di vandalismo fosse stata una, una sola, moschea! E se alla Francia “politica” potrebbe essere concessa la laicità dello “Stato” ad ogni costo, non credo che sia ugualmente accettabile il silenzio dell’inquilino del Vaticano, un silenzio vergognoso che definire complice è riduttivo. Questo “papa” fa da “palo” ai delinquenti!
Elio Bitritto

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