L’ EREDITÀ ovvero la Ghigliottina

Non pretendo di poter avere due pagine intere sul Corriere della Sera, come ha potuto fare Veltroni venerdi scorso .Mi accontento dello spazio che potrò avere su “Qui quotidiano”.
Veltroni l’ha presa alla larga per sostenere che in quella trasmissione si avvicendano giovani e meno giovani per uscire un po’ dal precariato che si delinea sempre di più in Italia e poi elenca dati statistici sui partecipanti e cosi via.Sostiene inoltre , come aveva osservato Umberto Eco, che ci sono buchi culturali sempre più grandi nella cultura del Paese.
Voglio invece con queste righe sostenere che la trasmissione non rivela alcun indice culturale del Paese in quanto i quesiti si svolgono su fronti troppo diseguali. Non si può sapere chi è stato il successore di Nitti e poi chi ha composto l’ ultima canzone di Gianni Morandi.Il tutto con un orologio alle spalle e con trattamenti diseguali. Agli ultimi “calci di rigore” ci sono domande infantili ed altre per premi Nobel. Sullo schema della ghigliottina finale meglio stendere un velo di silenzio.
“Ma come, dice il bravissimo Insigna, non le dice niente cattivo con sentenza “ , “no risponde l ‘imbarazzato protagonista “.Ma allora lei non ha visto “Il Buono , il brutto e il cattivo ? Non ricorda come si chiamasse il cattivo ?” “ si dice sempre più imbarazzato e dice il nome dell’attore” “ No, come veniva chiamato nel film? Non lo sa ? veniva chiamato Sentenza . Ecco perchè Cattivo doveva ricordarle Sentenza”.
A questo punto il presentatore è più imbarazzato del protagonista.
Veltroni ,come ho detto, sostiene che molti giovani vanno per uscire dal precariato, Bene.
Poiché i protagonisti devono esporre al pubblico dominio le loro caratteristiche, i loto titoli di studio, se hanno una fidanzata o meno ( a magari dopo 3 minuti vanno a casa con libro dell’eredità) propongo due soluzioni per venire incontro alla Rai e ai concorrenti.
Primo: ridurre il potenziale del monte premi. In nessun Paese si danno 200.000 euro per aver individuato una parola.
Secondo: fare domande coerenti e logiche. Col computer gli autori hanno piu’ possibilità di evitare domande sceme.
Terzo: con i risparmi del monte premi devono essere pagati i concorrenti. Se devo esporre la mia vita agli altri , se devo truccarmi, indossare abiti o tagli di capelli che piacciano agli autori , voglio 2000 euro a trasmissione.
Costituiamo il sindacato dei precari utilizzati in TV, ghigliottinati del cachet.

Gianfranco bonacci

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