Assange, paladino della libertà d’informazione o pirata ?

Ricordate lo scandalo suscitato il mese di marzo del 2018 quando si venne a sapere che Cambridge Analytica aveva dal 2015 spiato e messo insieme, senza il loro consenso e per fini politici, dati personali di 50 milioni di persone che usano Facebook?

Ecco come i mezzi d’informazione e la rete, concepiscono e usano il concetto di democrazia e libertà.

Julian Assange aveva fatto qualcosa di simile tramite la pubblicazione di informazioni segrete del governo degli USA e dei potenti della Terra, ottenute spiando eper mezzo di atti di pirateria informatica.

Venivano rivelate nei files di Wikileaks malefatte vergognose, la violenza usata dagli americani in Iraq, per esempio.

Come giudicare il comportamento di Julian Assange?

E’ un pirata informatico che va severamente punito o è un paladino dell’informazione libera, della libertà di pensiero di cui c’è tanto bisogno, dato che i giganti della rete sono in combutta con i poteri forti?

L’arresto di Assange pone una questione fondamentale, il ruolo svolto dai mezzi d’informazione, soprattutto quelli telematici, poiché quasi ognuno di noi fa ormai parte delle RETE.

Il Regno Unito dovrebbe rifiutare l’estradizione di Assange negli USA e portare a conoscenza di ogni persona che vuole rimanere libera, i pericoli e le manipolazioni di cui siamo oggetto nella realtà virtuale in cui viviamo.

Noto con quanta circospezione e ignavia la stampa scritta italiana si sta occupando del caso Julian Assange.

E’ da essere considerato una minaccia alla libertà di stampa o il suo più ardente difensore?

Se ne discuta. Ma se ne ha il coraggio? Perché si dà poca importanza al suo arresto? I mezzi d’informazione obbediscono agli ordini di chi comanda ed Assange, che ha pubblicato tanti documenti che provano le loro malefatte, va visto e presentato semplicemente come un pirata informatico. Altro che libertà d’informazione! Vulgus vult decipi,ergo decipiatur?

Filippo Salvatore

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