I “fragili controlli” del prof. Sabino Cassese

” I fragili controlli”. Così inizia un ponderoso articolo di Sabino Cassese su Il Corriere della Sera di sabato 23 marzo. Intanto cominciamo con la conoscenza di Cassese. Il titolo più prestigioso è quello di giudice emerito della Corte Costituzionale, ma nella sua lunga vita professionale è stato professore universitario nelle più prestigiose università italiane e straniere, consulente e presidente dell’European Group of Public (definizione delle pubbliche amministrazioni), ministro con il governo Ciampi, candidato in quota PD alla Presidenza della Repubblica nel 2013 e tante altre cose: una carriera dunque di assoluta eccellenza e non è un caso che le sue parole siano ascoltate con estrema attenzione.

Ciò posto torniamo all’articolo in cui formula un teorema “Se gli anticorpi sono deboli, il sistema rischia di non reggere, ed allora sarà necessario cominciare a pensare agli organismi che possano far passare la nostra democrazia dall’infanzia alla maturità”: lapalissiano direi ma perché questo teorema? Per enunciarne la conseguenza logica “Molte sono le anomalie dell’assetto politico costituzionale uscito dalle elezioni di un anno fa”. Di qui tutta una serie di considerazioni tra le quali, risalta il concetto:  “Un esecutivo diviso su tutto, anche sulla politica estera, Parlamento e Consiglio dei ministri svuotati e le loro funzioni trasferite ai vertici delle due forze politiche al governo. Amministrazioni pubbliche sfiduciate. Autorità indipendenti silenziate e costrette alla cessione di indipendenza, per assicurare discontinuità e contemporaneamente salvare il salvabile”.

Ultima notazione è quella rivolta alla Corte Costituzionale che conosce assai bene e di cui dice: “La Corte costituzionale, regolata dagli articoli della Costituzione intitolati garanzie costituzionali, è rinchiusa nelle procedure giudiziarie. Ciò nonostante non faccia parte dell’ordinamento giurisdizionale. E si è destinata ad esser un organo solo reactive, non proactive. Dopo di che si chiede, sinceramente e democraticamente preoccupato “Resisterà la nostra giovane democrazia….”. Altri teoremi e spunti non vale la pena citarli e così faccio le mie riflessioni. Ci si può fidare di un giudizio sereno ed obiettivo da parte di una persona che è stata ed è oggettivamente membro dell’opposizione avendo militato con i governi di centro-sinistra fino ad essere addirittura candidato alla presidenza della repubblica in quota PD?

La domanda non è peregrina quando si pensi ai suoi primi dubbi “un esecutivo diviso su tutto …”! ma come dimenticare che il governo precedente era così unito che, nell’arco della stessa legislatura è stato tanto unito che dopo Monti è arrivato Letta, poi Renzi e poi Gentiloni! In nome di quale … unità? Ma cosa dice professore? “Autorità indipendenti svuotate …”Ma perché prima erano indipendenti? Chi li aveva insediati? “Discontinuità”: i tre governi precedenti hanno “sistemato” uomini della parrocchia in tutti i settori di controllo della pubblica amministrazione e parla di discontinuità?

La Corte Costituzionale? Mi sa che qui siamo al paradosso: ne ha fatto parte, ne ha condiviso metodi e decisioni ed ora, solo ora, si accorge che ha “problemi” !?

A questo proposito mi corre l’obbligo di citare la dichiarazione di una persona che nel 2016 prendeva posizione a favore del sì al referendum Renzi-Bischi, aggiungendo una nota sulla Corte Costituzionale che viene definita “organo di bilanciamento per eccellenza”: quella persona era proprio Cassese Sabino, lo stesso articolista del Corriere il quale, forse solo ora realizza di aver perso nel 2016, solo ora si straccia le vesti per aver perso nel 2018, solo ora scopre le la debolezza della democrazia.

Ma forse la democrazia era debole prima, quando lui ed i suoi compagni la difendevano!

A proposito, il professore.sarà a Vasto il 29 prossimo venturo a dare la sua versione di democrazia ai vastesi.
Elio Bitritto

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