La nuova Via della Seta, un avvenimento d’mportanza epocale

Sta avvenendo in Italia qualcosa di importanza storica epocale. Il Presidente della Cina è a Roma e ha scelto l’Italia come primo paese con cui stabilire il nuovo paradigma del potere che dominerà il resto del secolo e forse di più a livello mondiale. Le due GRANDI civiltà, quella romana e quella cinese, ristabiliscono il dialogo dopo secoli. E’ una esplicita dichiarazione di guerra, per il momento commerciale, alla civiltà atlantica anglo-sassone che dalla rivoluzione industriale ha dominato il mondo. Se ne rendono conto i politici ( e la stampa) italiani? Sono avvinti al presente e non danno il dovuto risalto, né sottolineano il significato storico della scelta dell’Italia (e della portata epocale) che la presenza del Presidente Xi Jinping a Roma. La stampa difende in coro l’UE e la NATO. La prima ha ridotto l’Italia al rango di una semi-colonia economica e la seconda è un rudere della seconda guerra mondiale, di un mondo in cui gli USA dettavano legge. Il mondo è ridiventato oggi multipolare e il modello sociale in crisi è quello statunitense. L’Italia in questi frangenti è un laboratorio di politica economica ed estera ed ha, per la sua posizione geografica come centro del Mediterraneo e peso economico, un nuovo ruolo, da protagonista, da svolgere per mezzo di una politica di equidistanza tra il modello trans-atlantico e quello della nuova Via della Sera. Il dialogo emergente (e vincente?) è tra i paesi del Mediterraneo, la Cina e la Russia. Ci saranno scontri, evidentemente, ma il vento della storia soffia verso la Nuova Via della Seta. La civiltà atlantica è destinata a contare sempre di meno man mano che passano i decenni.

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