Llingua latina Europae iterum communis sit.

Il Parlamento europeo, quello che emergerà dalle elezioni del maggio 2019, dovrebbe dichiarare il latino sola lingua ufficiale. L’interpretariato si dovrebbe fare da una lingua nazionale in latino e viceversa ed i documenti dovrebbero essere tradotti in latino e solo la versione scritta in latino dovrebbe avere valore legale. Se questo avverrà, cosa distinguerà fra venti anni un giovane europeo da un americano, da un arabo, da un cinese, da un indiano? Il saper parlare, scrivere e utilizzare una lingua transnazionale comune, il latino modernizzato e semplificato che corrisponde alle esigenze del mondo di oggi ed insegnato come lingua viva in tutte le scuole europee. E tantissimi saranno allora anche altri popoli extraeuropei, che già parlano una lingua neolatina, a voler ritornare a parlare il latino. Si accusa, a ragione, l’Unione Europea da parte degli euroscettici di essere una semplice struttura amministrativa elefantiaca, senz’anima, una colonia del mondo anglo-americano. L’europeo, se vuole sentirsi tale, ha due punti di riferimento imprescindibili: l’appartenenza alla tradizione giudaico-cristiana in campo spirituale ed al patrimonio culturale, legale e scientifico della tradizione classica greco-romana. Sul recupero di questi due capisaldi, su queste pietre angolari, deve definirsi e costruire la sua identità futura, aperta al dialogo ed alla differenza, ma cosciente del proprio patrimonio plurisecolare. Ogni cittadino dell’Unione Europea si sentirà veramente europeo quando sentirà i valori spirituali cristiani ed il retaggio filosofico, legale e scientifico della tradizione classica come parte integrante di se stesso e saprà esprimerli usando la lingua di questa tradizione, il latino. Diventerà naturale allora usare una forma reiventata di latino, il veicolo che combina queste due componenti della sua identità millenaria. L’Europa parlerà al mondo con una voce comune, che conterà, solo se avrà una lingua comune, il latino, in cui tutti i cittadini si riconoscono e che appartiene a tutti i cittadini ed a nessuno stato in particolare.

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