La famiglia fa paura.

 

Uno dei temi che tiene più banco in questi giorni è quello relativo al prossimo congresso mondiale sulla Famiglia che si terrà a Verona a fine mese: su questo tema si sono scatenate le menti più fradice della politica italiana ed è difficile scegliere tra la Cirinnà, la Bonino e Di Maio a cui, a vario titolo ed in varia misura si sono aggregati altri personaggi di minor peso politico ma uguale miseria morale.

Ho già detto della Cirinnà e delle sue preferenze circa una terminologia ormai sdaoganata e riferita ai “froci” che evidentemente ama in senso viscerale: oggi qualche riflessione vorrei farla su Emma Bonino (detta “pompetta” per la sua attitudine a procurare abirti per mezzo di una pompa di bicicletta) la quale, per non esser da meno della Cirinnà e di Di Maio, scrive una appassionata lettera al Corriere della Sera per denunciare il pericolo insieme fascista, sessista, reazionario e proprio del sovranismo perché a Verona va di scena un congresso che parlerà di amore nella Famiglia (e Diuo solo sa di quanto amore c’è bisogno oggi). Firma la sa lettera anche la segretaria dei radicali italiani Silvia Manzi. Queste due persone dichiarano spontaneamente (nel senso che non sono state obbligate da nessuno) che “per gli organizzatori del meeting cattolico la libertà personale è fattore di disordine e debolezza politica”! Per enunciare questo principio fa riferimento alla storia dei diritti civili e della emancipazione femminile affermando che “..la famiglia, istituto sociale e giuridico che molti si ostinano a considerare naturale, è invece un prodotto culturale (cosa voglia significare non è dato sapere considerando che alla base di qualsiasi istituto sociale e giuridico non può che esserci un istituto culturale negarlo è una stupidaggine totale)”. Aggiunge l’ineffabile Emma che “Quando sono nati gli organizzatori dei Family Day e del prossimo Congresso mondiale delle famiglie di Verona, la famiglia era un’istituzione discriminatoria e maschilista”. Altra stupidaggine totale che fa il paio con la precedente perché “allora” chi portava il pane a casa era il marito e qualcuno o molti approfittavano del loro potere economico: ritenere che si voglia tornare a quel tipo di relazioni è semplicemente vergognoso e falso. Ma del falso questa persone si ammanta anche quando cita una fantasiosa “restaurazione” che parte dalla difesa della famiglia per opporsi alle conquiste civili. Affermazione priva di qualsiasi riscontro oggettivo fatta passare per verità assoluta. Non contenta della ennesima falsità, trovandosi a suo agio con le bugie, Emma Pompetta si sbilancia ulteriormente “La restaurazione della famiglia tradizionale è, come quella della sovranità nazionale, parte dello stesso progetto reazionario e della stessa cultura contraria a un ordine sociale che sia il prodotto della libera cooperazione tra gli individui e gli stati” Scusate se lo scrivo ma questa è una “puttanata” totale, frutto di una mente perversa La dimostrazione di quanto appena citato viene data dalla stessa Bonino che dichiara “Per gli organizzatori del Congresso di Verona la libertà personale, a partire dai rapporti familiari, è fattore di disordine e debolezza politica, e quindi attaccano nella Ue il garante di quella uguaglianza giuridica tra le persone, a prescindere dal genere e dall’orientamento sessuale”. In pratica questa, diciamo pure incoerente, paladina della libertà a prescindere vede negli organizzatori del Congresso un fattore di disordine e debolezza politica nella libertà personale!!!! Chiudo con un’ultima chicca di questa persona: dopo aver avuto quasi un infarto per la presenza di Orban, odioso ed odiato capo del governo ungherese, lamenta un welfare familiare poco efficiente in Italia e un tasso di occupazione femminile più Basso che nel resto d’Europa e fin qui ci può stare perché chi è prevenuto come lei non può che stare male per questa presenza: però questa persona a proposito di Orban non sa, ma certamente finge di non sapere, che Orban ha stanziato circa il 5% del, PIL in favore delle famiglie (il più alto tasso d’Europa), le donne possono lavorare mezza giornata fino al terzo anno dei figli o al quinto se la famiglia è numerosa e il tasso di occupazione femminile è superiore al 60%. E questa può essere ritenuta credibile? Ecco., forse solo il papa, quello che si fa chiamare francesco, può darle retta: infatti questo tizio NULLA ha detto sul Congresso di Verona e questa sua assenza qualcosa vorrà pur dire qualcosa: io lo so IGNAVIA!
Elio Bitritto

 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: