Di Maio e la Famiglia

Ci sono dei momenti nella vita che sono particolarmente imbarazzanti: uno di questi è ascoltare uno dei vicepresidenti del Consiglio, Luigi Di Maio in quota 5stelle fare affermazione che mi imbarazzano … per lui.

Posso capire che il suo movimento sia nato sulla base dei vaffa… ma in quegli eccessi c’era soprattutto la ribellione, la reazione degli elettori ad una visione del mondo messa in uniforme dal perbenismo imperante attraverso giornali, TV, film, concorsi letterari, dotte dissertazioni di bocconiani e comunque, di chi ritiene di essere superiore intellettualmente.

La simpatia con cui questi personaggi, soprattutto Grillo e i due dioscuri Di Maio e Di Battista, è stata accolta si è concretizzata in una strepitosa avanzata del movimento che, a marzo dello scorso anno li ha visti diventare il partito più votato d’Italia. Al momento della presa del potere che Mattarella improvvidamente assegnò in pratica a Conte invece che a Salvini non tenendo conto della volontà degli elettori il movimento comincia a mostrare le sue contraddizioni: tra la Diciotti, il ponte Morandi, la TAV e qualche altra piccolezza, i limiti vengono fuori : non basta, come dice il ghost writer del movimento, Travaglio, che non hanno mai amministrato o non sono ladri come chi li ha preceduti, bisogna anche dimostrare di saper gestire in modo professionale i grandi temi (e non chiedetemi di spiegare cosa significa perché altrimenti mi metterei presuntuosamente alla stessa stregua dei suddetti).

L’ultima uscita, però, che ha un risvolto essenzialmente se non esclusivamente etico mi lascia più che perplesso, mi convince che non sono adatti a governare.

Mi riferisco al Convegno Mondiale sulla Famiglia il “World Congress of Families” di Verona che, attaccato ed insultato da quella erinni della Cirinnà come “eversivo”, trova sponda nel nostro Di Maio il quale, esprime il suo dissenso dalla iniziativa con delle dichiarazioni che fanno proprio schifo.

Il suo “pensiero” (se così si può definire) si condensa in questa dichiarazione che è un condensato di supponenza, ignoranza e stupidità “Più che destra sono degli sfigati. Chi è contro vuole tornare indietro, chi è contro la parità uomo-donna non rappresenta niente della cultura M5S”.

Intanto associare la “destra” a quel Congresso indica che non sa di cosa parla, dire che chi partecipa è uno “sfigato” senza fare un cenno di spiegazione mi fa dubitare che lo sfigato sia lui stesso.

Quando poi afferma contro ogni logica che “… chi è contro vuole tornare indietro” non ci fa capire chi sarebbe contro e soprattutto perché sarebbe contro.

Raggiunge però il massimo della asineria supponente (mutuata forse dalla Cirinnà), quando per completare il suicidio dei suoi neuroni dà per scontato che il Congresso è contro la parità uomo-donna.

Da cosa tragga questa conclusioni non è dato conoscere e la cosa vieppiù conferma che i neuroni, quelli rimasti, vagano disorientati e sono pronti a chiedere asilo tra gli omologhi della Cirinnà, quella stessa che alla famiglia tradizionale preferisce i Froci (non i Proci che erano invece diversamente assatanati).

Concludo dicendo che Di Maio ha perso una bellissima occasione per stare zitto e non rivelare il suo stato mentale.
Elio Bitritto

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