Delinquenti a spasso

Ogni giorno si legge e si ascolta un qualche episodio di criminalità, più o meno grande e spesso questi episodi sono riferibili ad immigrati. Che si parli di spaccio o di prostituzione, questi assumono una sorta di leadership nonostante siano una minoranza da taluni ritenuta tanto esigua da desiderare che aumenti sensibilmente magari riprendendo gli sbarchi. Così, leggendo le statistiche si notano alcuni fenomeni che dovrebbero far riflettere un po’ tutti. Parlando di spaccio di droga si osservano alcuni dati ormai consolidati. Nel 2017 sono stati eseguiti per spaccio di sostanze stupefacenti 70.166 arresti (si arresta per la flagranza del reato): di questi ben 26.588 sono stati attribuiti ad immigrati, vale a dire il 37,89% a fronte di una percentuale di immigrati che non raggiunge il 9% della popolazione residente in Italia. Il 2018 ha segnato un piccolo incremento essendo passati a 71.701 arresti dei quali 29.463 attribuiti ad immigrati per una percentuale del 41,09%. In pratica il numero di totale arresti è aumentato del 2.15 % ed il numero di arresti attribuiti ad immigrati è aumentato del 9.8%. il 2019 comincia sotto i migliori auspici dato che nei primi due mesi, gennaio e febbraio, nonostante il tempo poco clemente, si sono registrati 12.067 arresti totali di cui “solo” 5.178 attribuiti ad immigrati, in pratica il 42,91%. Proiettando l’andamento a tutto il 2019 si arriverebbe ad un totale di 72.402 arresti totali di cui 10.356 attribuiti agli immigrati con un ulteriore piccolo incremento dell’1% totale mentre l’aumento relativo agli immigrati sarebbe di oltre il 14%. Fin qui i dati e le proiezioni che fanno intravedere una prospettiva di spaccio più che preoccupante per persone normali mentre non sembra creare alcun problema nei fautori della liberalizzazione delle sostanze stupefacenti. Dobbiamo preoccuparci? Giudicate voi. A Fronte di tutti questi arresti quanti sono i detenuti? Qui la faccenda si complica perché resta dentro solo un terzo degli arrestati con il paradosso che quelli appena liberati, anche se hanno una infinità di “ricadute” per prima cosa recuperano la droga nascosta e ricominciano a spacciare. Ora, a parte il senso di impunità per gli spacciatori (tutti a scanso di equivoci) ed il senso di frustrazione delle forze dell’ordine, è chiara che è il perverso meccanismo delle leggi che consente tutto ciò. Il tutto aggravato da Renzi che, per evitare l’ennesima stangata targata UE sull’affollamento carcerario, ha consentito il famoso “svuotacarceri” che permette al magistrato di applicare con grande discrezionalità la legge: al punto che tale Anuar Trabelsi, tunisino di 27 anni, fermato mentre spacciava cocaina a Vicenza con più di tre grammi di polvere bianca, oltre a 1,3 kg di hashish, 332 g di maijuana, altri 25 g di cocaina ed una pastiglia di ectasy in casa, viene rilasciato dal giudice perché, a titolo di giustificazione, “spacciava per necessità avendo perso il lavoro”. In pratica viene autorizzato a spacciare!. Per andare alle origini di questa ignobile distorsione si deve far riferimento sempre a Renzi ed alle sue porte aperte alle navi ONG che sanno benissimo che in Italia non c’è possibilità di lavoro ma l’importante è fare la parte dei buoni! Che poi questi disgraziati si inseriscano o no, che lavorino o no, che spaccino o stuprino o rubino o vengano schiavizzati … chi se ne frega!
Elio Bitritto

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