A proposito della nuova “via della seta”

Se l’Italia firma un protocollo d’intesa con la Cina a fine marzo 2019 si condanna a diventare un suo satellite, fanno valere i burocrati a Bruxelles. Riflettiamo. La Germania già bada ai propri interessi nazionali, NON a quelli dell’ Unione Europea, con un interscambio commerciale con la Cina di quasi 100 miliardi di dollari. La Francia pensa ai suoi interessi economici nell’Africa sub-sahariana. L’interscambio commerciale dell’Italia con la Cina arriva, sì o no, ai 15 miliardi. E può senz’altro crescere. Se la Germania può avere intensi rapporti commerciali con la Cina, anteponendo gli interessi nazionali a quelli comunitari, perché non potrebbe/dovrebbe farlo anche l’Italia? Ai tempi di Marco Polo Venezia era una piccola repubblica marinara del Mediterraneo dell’Est e la Cina era Il Milione. Eppur i veneziani nel loro piccolo sono stati, fino alle scoperte geografiche del Cinquecento, una repubblica Serenissima. La civiltà atlantica in mano agli anglo-americani è in declino e si sta tornando alla centralità del Mediterraneo come luogo di incontri/scontri/scambi dell’Europa, del Medio Oriente e dell’estremo Oriente. Stiamo assistendo ad un cambio fondamentale ed irreversibile di paradigma del potere economico e militare a livello mondiale da circa un decennio che vede la Cina emergere come la super-potenza mondiale. L’Italia per la sua posizione geografica e peso demografico ed economico è chiamata a svolgere nei decenni a venire un ruolo di primo piano nella ridefinizione degli equilibri strategici mondiali. Il Mediterraneo, Il Sud, non è più un’appendice della civiltà atlantica in mano agli anglo-americani, ma la porta d’entrata dell’Europa continentale dell’Asia. La NATO è un rudere militare e gli USA sono una super-potenza in crescente decadenza. Il 2019 non è iiù il 1945. E’ in questi nuovi termini che occorre concepire il ruolo economico, strategico e militare dell’Italia. L’Italia si condanna ad essere un nuovo satellite della Cina accettando di far parte della nuova Via della SETA? Rimane da vedere. L’Italia semi-colonia delle multinazionali americane e dei banchieri tedeschi? E’ una realtà dai cui vincoli un numero crescente di italiani vuole liberarsi. I difensori dell’Unione Europea questo NON lo dicono.

Filippo Salvatore

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