La storia secondo … loro


Che la Storia la scrivano i “vincitori” è cosa nota, ma che, nell’ansia di una grottesca quanto anacronistica “caccia alle streghe” si prestino coloro che si definiscono “intellettuali” e veri depositari sella “verità” non meraviglia più di tanto, soprattutto se questi sono politicizzati. La tecnica è sempre la stessa, ormai collaudata, quella di una intervista in un giornale presunto “autorevole” da parte di una icona delle testimonianze del passato: nel caso specifico la signora Liliana Segre, senatrice a vita e simbolo della persecuzione nei confronti degli ebrei, lancia un appello al ministro dell’Istruzione Marco Bussetti perché “non cancelli l’esame di storia all’esame di stato”. All’appello si è subito associato il catone dei giorni nostri, tale Roberto Saviano, che in crisi di astinenza per aver saltato un paio di firme e, soprattutto, per non essere stato richiesto di firmare, dichiara non sguardo e piglio severi “Abolire lo studio della Storia mostra come questo sia il governo dell’algoritmo. Non contenuti ma solo trending topic. Non studiare la Storia fa vivere in un eterno presente in cui non solo non sai da dove vieni ma non andrai mai in nessuna parte. Nella logica del social conta solo ora, qui, l’istante. Il resto non è mai esistito e non esisterà”. Sì, lo so che la dichiarazione è “monumentale”! ma abbiate pazienza! Roberto mica è uno come gli altri, lui è e gli altri “non è”. Intanto spieghiamo subito ai miei lettori, che non hanno la cultura di Saviano, il significato di “governo dell’algoritmo”: intanto la parola “algoritmo che deriva dall’arabo come “algebra” indica un sistema che risolve qualsiasi problema attraverso un numero finito e certo di passi successivi in un tempo prefissato. L’espressione si deve a Tim O’Reilly che propone una nuova forma di governo in cui i dati dei cittadini sono gestiti al meglio appunto attraverso algoritmi: ma si tratta di una pratica in base alla quale i cittadini sono soggetti a decisioni governative basate su presupposti del governo non soggetti a controllo. Sperando di aver spiegato il concetto passo all’altra frase che solo un intellettuale può capire “trending topic”: tradotta significa “tema o argomento di tendenza, popolare”. Anche questi sono basati su un algoritmo, vale a dire un sistema per individuare quali sono gli argomenti più dibattuti e più freschi del momento. A questo punto capisco che qualcuno abbia bisogno di una boccata d’aria, un sorso d’acqua ma il tempo stringe e Saviano non aspetta. Posto che la Storia come la intendono questi due personaggi (accompagnati, ovviamente, da altri intellettualoni tipo Michele Serra ed altri) è probabilmente solo quella relativa al ventennio (quello vero, non quello attribuito a Berlusconi che è durato meno di quello della sinistra al governo): tanto è vero che lo stesso Saviano, evidentemente poco ferrato in Storia, inquadra l’Affare Dreyfus nella prima guerra mondiale mentre TUTTI SANNO che avvenne nel 1884. Lo so che mi sono dilungato troppo ma “Amicus Plato, se magis amica veritas!) bisogna dire che Bussetti ha semplicemente applicato, e non poteva fare diversamente, le norme indicate dalla Commissione creata allo scopo di riformare l’esame di maturità da ???? Rullo di Tamburi !!!! dalla ministra più erudita della Storia italiana, tale Valeria Fedeli, tra l’altro in prosecuzione della famosa “buona scuola” di Renzi Matteo. Non vi annoio oltre, che la pace sia con voi.
Elio Bitritto

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