Export. L’Abruzzo ai primi posti

L’Abruzzo registra una delle performance migliori nell’ambito dell’export in Italia. Nel settore agroalimentare, tessile, nella pelletteria e fugura al secondo posto nell’automotive.
È quanto si evince a conclusione del convegno svoltosi martedì scorso, 26 febbraio, nell’Auditorium Petruzzi di Pescara, organizzato dal Centro Estero delle Camere di Commercio d’Abruzzo.
Presente anche il neo presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio alla sua prima uscita istituzionale: “È importante il ruolo della Regione Abruzzo a sostegno dell’export. L’incremento della competitività delle imprese e dei prodotti del territorio passa attraverso una rete adeguata di infrastrutture. Nostro compito sarà quello di avere capacità di ascolto e di programmazione. L’Abruzzo paga il dazio di pedaggi autostradali esosi, di porti non adeguati, di reti immateriali ancora da sviluppare. Dobbiamo creare i presupposti per migliorare questi aspetti. Relativamente all’internazionalizzazione dobbiamo essere pronti a sostenere quegli interventi di cui le PMI  e le grandi aziende hanno davvero bisogno”.

“Nel corso dell’incontro sono stati forniti tre importanti strumenti con lo scopo di rendere ancor più agevole l’orientamento verso i mercati esteri: il Rapporto annuale ICE-Prometeia sull’Evoluzione del commercio con l’estero, una autorevole analisi effettuata dal Prof. Stefano Cianciotta e la preziosa testimonianza aziendale di Antonio Rotunno, Presidente della Bioalimenta.
Per l’ICE, Paola Bellusci Responsabile Piano Export Sud: ‘Siamo felici che nel piano Export Sud siano rientrate le tre regioni in transizione tra cui l’Abruzzo che, per settori industriali e qualità delle sue produzioni, arricchisce l’offerta. La capacità di attrazione verso gli operatori esteri è capace di coinvolgere sia i settori tradizionali di beni di consumo (agroalimentare e tessile) sia i settori industriali come per esempio la filiera dell’automotive’.

Stefano Cianciotta, Docente dell’Università di Teramo ha così commentato : “Nel decennio di crisi il Mezzogiorno si è deindustrializzato, perdendo il 30% della ricchezza prodotta dall’industria. La crisi non ha risparmiato l’Abruzzo, che negli ultimi cinque anni ha dovuto gestire 109 crisi industriali, che hanno coinvolto anche le multinazionali.
L’Abruzzo, come testimoniano i dati Istat riferiti al III Trimestre 2018, ha perso rispetto al 2017 ben 26mila posti di lavoro, con il tasso di disoccupazione che è salito pericolosamente al 12,1%.
Potenziamento dell’export e rilancio degli investimenti industriali restano i driver dello sviluppo abruzzese.
Oltre all’automotive, che però potrebbe cominciare a risentire della crisi industriale tedesca, l’export regionale si sta caratterizzando da alcuni anni per il dinamismo del settore agroalimentare, che soprattutto attraverso la filiera vitivinicola sta conquistando mercati poco esplorati fino a soli tre anni fa, come quello cinese.
In generale l’export verso i Paesi Extra UE ha registrato nel 2018 un aumento di 83 milioni, performance che in valore percentuale (5,3%) è di gran lunga superiore alla media nazionale, ferma a quota 1,6%”.

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