I gilet gialli e il regime

“Sporco ebreo”, sporco sionista”, la Francia è nostra”, la Palestina”, e “Dio ti punirà”: queste le parole che un barbuto “gilet giallo” ha rivolto, come si vede in un video, all’accademico Alain Finkielkraut, filosofo: quando gli insulti diventano più pesanti Finkielkraut viene preso per un braccio da qualcuno che lo invita ad allontanarsi per evitargli ulteriori escalation negli insulti e, forse, un’aggressione. Il gruppo che lo insulta insiste ancora un po’ ma poi desiste . Questa la brevissima cronaca dell’agguato al filosofo da parte di alcuni gilet gialli, cronaca che ha dato la stura ad un vergognoso attacco di quasi tutta la stampa italiana, quella autorevole, per la quale il teorema era ed è “i gilet gialli sono violenti nei confronti di un brav’uomo come Macron, soprattutto sono sovranisti come dimostra (?) l’abboccamento ingenuo di Di Maio con uno che neanche li rappresenta e, soprattutto, sono antisemiti! L’ondata di indignazione, una gigantesca “ola” ha pervaso le redazioni dei giornali italiani più autorevoli (per loro stessa ammissione!) e, soprattutto, i fieri antifascisti nati dalla Resistenza e allevati dall’ANPI. Io credo che tutti costoro si siano gettati affamati ed anche un po’ “arrapati” sulla ghiotta notizia ed abbiamo saltato o non compreso alcune delle parole pronunciate dal barbuto aggressore “Palestina, La Francia è nostra, Dio ti punirà”, quest’ultima tipicamente islamista (o forse le hanno volutamente omettere): ma i giornali “più autorevoli” dovrebbero avere in somma istanza quella di verificare e quindi, senza alcun dubbio, al grido di “Got mit uns” si sono scagliati contro il neofascismo montante, italiano ed europeo, paventando imminenti purghe, messe al confino e, soprattutto la riapertura della Risiera di Trieste. E così, dopo appena un giorno Alain Finkienkraut, dichiara senza mezzi termini che gli insulti erano di matrice palestinese o, quanto meno, islamica. Aggiungendo una frase che ha fatto accapponare la pelle agli eroi della Nuova Resistenza “Chi mi ha difeso dagli attacchi? Marine Le Pen”. E non è un caso che il filosofo, autore di diversi libri, in uno di questi, “L’identità infelice”, conclude con una frase illuminante “l’Islam non può integrarsi”!
Elio Bitritto

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