Immigrati o clandestini?

Lasciando stare il caso “Diciotti” per il quale qualche pm siciliano, accompagnato dalle forze cosiddette democratiche di sinistra, imbastisce un processo politico, mi chiedo quale sia il vero scopo dell’accoglienza indiscriminata di esseri umani che non hanno né arte né parte e che quindi sono destinati, di tutta evidenza, ad essere sfruttati nei campi di lavoro o ad arrangiarsi in qualsiasi modo e, per esser chiari, spacciando droga, prostituendosi, rubando o stuprando o, nel migliore dei casi, a starsene in albergo o in qualche struttura protetta senza far nulla dalla mattina alla sera: il tutto sotto l’egida della solidarietà che rappresenta il sugello alla ipocrisia più avanzata. In questa truffa umanitaria questi ipocriti hanno la benedizione del prete nero, tale Francesco, al secolo Jorge Mario Bergoglio che dovrebbe cominciare a mettersi d’accordo con se stesso prima che con la sua coscienza quando parla di accoglienza “… nella misura in cui si possa, con lo spazio, il lavoro, l’integrazione, nella misura che non sia una minaccia contro la propria identità”. Non solo: nel viaggio di ritorno dall’Irlanda, proprio a proposito del casus Diciotti, il papa ha raccomandato la virtù della prudenza anche nell’accoglienza “Fate come la Svezia che si è fermata perché non aveva più possibilità di integrazione. Prudenza su numero e sulle possibilità di integrare. Il popolo che non può integrare è meglio che non riceva”
Tutti i solerti magistrati che interferiscono con l’attività politica di un governo legittimamente eletto e che “tenta” di mantenere, una volta tanto, le promesse fatte sull’argomento, dove erano e dove sono quando in numerose cooperative, nei centri CARA e in varie organizzazione pseudo solidaristiche si scoprono le omissioni e le porcherie fatte ai danni di coloro che dovrebbero tutelare. Da più parti si parla di integrazione: mi chiedo su cosa? Per l’Italia si vedono giovani uomini (soprattutto) e donne che cercano di venderti qualcosa o, in alternativa “dammi qualcosa per mangiare”: sono davanti ai supermarket, alla Chiese, ai luoghi di divertimento, itineranti! Si sono integrati a chiedere l’elemosina; e questi sono quelli “buoni”! Perché ci sono quelli che fanno “banda”: spacciatori, prepotenti, sporcaccioni, violenti, stupratori, come se in Italia non ne avessimo di nostri locali. E gli “utili idioti inutili”, quelli dell’accoglienza ad ogni costo, quelli per i quali l’identità di un popolo non esiste restano non solo impuniti ma, soprattutto, non indagati. I tre governi precedenti hanno accolto centinaia di migliaia di persone: voglio sapere dove sono, quanti hanno imparato un mestiere, quanti conoscono la lingua, quanto si sono integrati, quanti lavorano (e pagano le pensioni per gli italiani !!! altra barzelletta tragica), quanti sono reperibili: insomma cosa si sa di questi “invisibili” che sono tali perché non si vogliono far vedere! E la magistratura che ipotizza il reato di sequestro di persona per quei falsi naufraghi della Diciotti che tipo di reato configurano per le centinaia e migliaia di sfruttati dalle cooperative o dal caporalato? O il suo compito è quello di abolire la parola “clandestino” dal vocabolario della lingua italiana? Non è certo solo il gestore della struttura responsabile ma soprattutto il “potere politico” che ha consentito il reato: e che ci sia un “potere politico” dietro questa vergogna tutta italiana è evidente dalle stesse dichiarazioni della Bonino che “candidamente” ammette che i falsi naufraghi sono in Italia perché lo ha voluto Renzi!
Elio Bitritto

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