Pagnotta fascista

Alla ricerca di medaglie al valor civile per la Resistenza al Fascismo, l’ANPI di Stezzano (paese di 13.000 abitanti) in provincia di Bergamo, stigmatizza la presenza di un cartello in un panificio evidentemente interpretato come apologia di fascismo e quindi penalmente e politicamente condannabile.

“Attentato alla democrazia ed alla Costituzione!” tuona Paolo Berizzi, giornalista di “Repubblica” (13 febbraio 2019), già noto per aver trovato un busto di Mussolini in Sicilia, la spiaggia “fascista” a Chioggia ed un inverecondo e pericolosissimo commercio di vini con etichette fasciste. In preda a fame fisica, oltre che a fame di giustizia e libertà, il nostro eroe che sembrerebbe essere dotato di scorta, alla ricerca di indizi e prove circa il pericolo di ricostituzione del Partito Fascista, si trova a passare per Stezzano, entra in un invitante panificio per prendere un panino, una focaccia, insomma qualcosa da mettere sotto i denti, e per poco non gli viene un colpo apoplettico: orrore degli orrori, trucemente e bellicosamente “appollaiato” sul bancone del panificio, fa bella mostra di sé un cartello che inneggia … al pane!

Ma non di solo pane si vive, anzi, in qualche caso anche se non si “muore” si corre il rischio di far saltare le coronarie agli antifascisti di vocazione: cosa c’era dunque scritto sul cartello? “alle armi!”, “Viva il Duce”, “Credere, Obbedire, Combattere”, “A noi”: niente di tutti questi motti che da soli potrebbero indurre un grave malore a tutti i giovani partigiani ancora in vita: di peggio: “Rispettate il pane. Sudore della fronte, orgoglio del lavoro, poema di sacrificio. Firmato: Mussolini.”

Ecco svelato l’arcano, la firma del Duce ed il Fascio Littorio che denunciano l’origine di questa che per persone “semplici” come me è una invocazione al rispetto che si deve all’alimento che più di ogni altro caratterizza la vita di ogni essere umano.

Ricordo che quando ero bambino, se per caso cadeva un pezzo di pane lo si raccoglieva e lo si baciava rimettendolo nel posto che gli competeva: questo perché rappresentava il Corpo di Cristo”.

Ebbene come spesso accade, ci conforta un proverbio cinese “quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito”. E così gli animi particolarmente sensibili di alcuni cittadini e quello ancor più sensibile del locale presidente dell’ANPI, Mauro Magistrati, dichiara (a proposito del dito): “Scelta a dir poco discutibile. Esibire motti e simboli del fascismo è un’offesa alla storia della Resistenza che in bergamasca, e anche a Stezzano, ha comportato un tributo di sangue nella lotta contro la dittatura nazifascista. Mi auguro che i titolari del panificio si ravvedano”.

Il saggio, ovvero la titolare della panetteria è tranquilla: “La politica non c’entra nulla. E’ una scritta che parla di pane, di tradizione, di lavoro e sacrificio. Sono valori in cui credo. Siccome produciamo pane, non vedo niente di male a esporre una scritta di questo tipo”.

Alla domanda: “… ma sono citazioni di Mussolini, un dittatore… C’è il fascio littorio. Non le sembra una scelta un po’ azzardata?” La risposta e stata un semplice :  “A me no”!
Elio Bitritto

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