Guardare lontano ma dimenticare il vicino

Con un nonno emigrato negli Stati Uniti tanti anni fa e cugini americani viventi tuttora nella terra di tante speranze, giammai potrò di mio essere avverso all’ immigrazione. Una cosa in ogni caso fu l’ immigrazione di tanti anni fa, altra cosa è l’ immigrazione pianificata a tavolino di ora. Mio nonno lavorava come operaio e contribuì a far grande l’ America, partendo – come tanti- con una valigia misera e tante speranze. Se incontro un migrante per me egli è dunque come qualunque altra persona, soprattutto se incrociando lo sguardo mi dice ‘Ciao’ per primo e soprattutto se è una brava persona. C’ è migrante e migrante e c’ è persona e persona, a prescindere dal colore della pelle. Una cosa sono tuttavia i migranti, altra cosa è l’ immigrazione come essa viene gestita e imposta a monte e la manipolazione ideologica che di essa si fa. Leggo che anche a Vasto -come in altre citta d’ Abruzzo- le mani alzate fatte da artisti vengono messe in alcune piazze con la finalità di sensibilizzare le persone. Tanto di cappello e di solidarietà con la cosa, ma fino a un certo punto. Come mai tanta sinistra così radical chic e anche così distopica guarda solo ad alcuni fenomeni e solo da un lato? Tanti Italiani affogano anch’ essi nella disperazione, giovani o meno giovani che siano. È di pochissimi giorni fa la notizia di una signora che aveva rinnovato la sua merceria in provincia di Ancona, ma nessuno si è accorto del suo disagio di persona abbandonata a se stessa, a cui il lavoro non andava più bene e che dunque si è suicidata. Anch’ io cercavo una merceria, nella mia città, qualche sera fa. Ce ne erano tante, alla fine ne ho trovato chiedendo in giro solo una. A Vasto, città diversa dalla mia, tuttavia città adottiva, stessa sensazione. Appuntamento qualche giorno fa con un amico, primo bar chiuso, non per turno, secondo bar chiuso, non per turno. O si chiude, o si lavora a singhiozzi, per tante piccole attività commerciali, artigianali e libero professionali. Il fenomeno è rilevabile e rilevante in tutta la penisola. In tutto ciò, si è razzisti al contrario. Il buonismo di tanta sinistra serve a mascherare un disagio di fondo, il malessere che anche la sinistra -soprattutto quella degli ultimi tempi- ha. Vale a dire, non allearsi socialmente e strutturalmente con i più deboli, ma con il capitale e le banche, le stesse che prima essa criticava, facendo ora finta di allearsi coi migranti, in definitiva speculandoci su, ideologicamente e favorendo in ogni caso con le sue politiche anche chi ci specula su materialmente. E allora, che senso ha guardare solo ai migranti, così poco agli Italiani? È un olocausto anche questo. Unicamente, stavolta Hitler non è sceso in Italia con i carri armati, ma è rimasto a Bruxelles. E la sinistra è il suo alleato strategico. Ben venga a questo punto la Destra, poiché anche gli Italiani sono persone.

Luigi De Socio

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