I cafoni di Bruxelles


Ho seguito l’intervista e la replica tra Guy Verhofstadt, il liberale belga e Giuseppe Conte a Strasburgo ed ho avuto modo di apprezzare la signorilità di Conte contrapposta alla maleducazione e la spocchia del belga, il tutto sotto lo sguardo abbastanza compiaciuto di Tajani che, al di là delle considerazioni politiche, doveva per lo meno intervenire in maniera più risoluta nel richiamare ad un diverso atteggiamento il belga. In pratica un’aula “politica” si è trasformata in un’aula di tribunale con un accusato che non era solo Conte ma il governo ed il popolo italiano. Naturalmente la versione che ne ha dato l’HuffPost attraverso il resoconto del suo corrispondente, Angela Mauro, è in linea con la scelta editoriale del direttore responsabile del giornale Lucia Annunziata, ben nota per la sua obiettività, e dell’Espresso di cui copia la veste grafica. Non a caso, tanto per parlare di obiettività, tra i giornalisti figurano personaggi come Gianni Del Vecchio, Antonio Di Bella, Paolo Ruffini, Matteo Renzi e diversi sindacalisti appartenenti alla FIOM, tanto per caratterizzarne la caratura politica. Chi si distingue in questa audizione richiesta dalla stessa C.E. è il belga che, tra le varie perle del suo intervento per criticare l’Italia, cita Berlusconi che, a suo parere, ha guidato un “mal governo cominciato con Berlusconi e peggiorato dal vostro governo, responsabile della stagnazione, che non ha strategia per la crescita: fate solo tattica per farvi rieleggere con regali e debiti, un governo anti-europeo che ha impedito all’Ue di essere unita contro Maduro perché è sotto pressione dal Cremlino e Putin, con Salvini che è specializzato a bloccare i porti ai migranti ma ostacola la riforma di Dublino”. Dopo questa serie di castronerie, io, che non sono Conte, mi sarei alzato e sarei andato via lasciando l’imbecille a parlarsi addosso. Ma Conte è un’altra persona ed ha sopportato pazientemente le offese replicando pacatamente: ciò nonostante la giornalista autrice del servizio, non volendo dire che il belga era un cafonaccio coatto qualsiasi, riporta che Conte “perde l’aplomb”, non che perde le staffe, ma perde d’aplomb! Credo sia il caso di ricordare a questi cafonacci, che il sovranismo non è nato con Salvini ma, al limite, è la risposta al sovranismo di Francia e Germania e dei loro reggicoda, visto che per primi pensano agli affari propri ma non vogliono che l’Italia o l’Ungheria (tanto per citare un solo Paese) pensi ai propri interessi. Di balle questo tipo ne ha dette parecchie, a cominciare dall’intervento di Putin, all’ostacolo all’accordo di Dublino che avrebbe lasciato le cose nello stesso modo, al fatto che l’UE non abbia dato una risposta unitaria alla crisi venezuelana (mentre, allo stesso tempo, nulla dice se la Francia, in sede ONU, vorrebbe lasciare il suo posto nel Consiglio di Sicurezza alla Germania (un lascito ereditario!!) invece che all’U.E.! Né fa cenno ai clandestini che accoglie (?) il Belgio mentre fa riferimento ad un generico confine europeo che si restringe ad Italia, Grecia e Spagna! Ma la perla per la quale Tajani avrebbe dovuto cacciare il cafone dall’aula è stata la chiusa su Conte “Per quanto tempo ancora sarà il burattino mosso da Salvini e Di Maio?”. La replica di Conte è stata anche troppo misurata e signorile, ricordando che i “burattini” sono quelli che rispondono a lobbies e comitati di affari. E qui interviene un altro individuo che non saprei definire se maleducato, impreparato, disattento, partigiano: Davide Sassoli del pd che dichiara “Parole illiberali che isolano l’Italia e l’Europa”. In pratica questo signore invece di offendersi aggiunge una insinuazione che fa capire come a Bruxelles l’ex giornalista faccia il turista visto che l’Italia è stata isolata da molto tempo e la risposta dell’Italia è proprio quella di riassumere un ruolo nella guida dell’Europa,.

Appare dunque di tutta evidenza come questo simulacro di U.E. tenti il tutto per tutto perché si sta rendendo conto che il prossimo 26 maggio il Parlamento europeo avrà un’altra composizione. C’è poi l’esercizio a chi la spara più grossa tra Jyrki Katainen per il quale c’è il timore che l’economia italiana perda la fiducia per l’incertezza su debito tacendo però sul fatto che quel debito c’era anche prima e che sono le dichiarazioni di gente come Moscovici che vigliaccamente creano dubbi sulle tenute a Borse aperte o come il bavarese Weber “L’Italia è il paese con il più basso tasso di crescita della zona euro. E poi sulla Tav vediamo che non vi mettete d’accordo. All’inizio del governo avete anche discusso se essere o meno membro dell’eurozona. Anche gli investimenti sono problematici ed è responsabilità del governo: è più facile diventare movimento anti-élite e vincere le elezioni, che restarci al governo. Forse state diventando elite in Italia”. Udo Bullmann, capogruppo socialista, rinfaccia l’alleanza con Salvini “Salvini ha un capro espiatorio per tutto ma non ha una soluzione per nulla. E così usa l’immigrazione. Ma chi è che in Europa non vi aiuta? Ve lo dico io: sono gli amici di Salvini, i Kaszcynski, gli Orban!”. Questa, come altre castronerie, la dicono lunga sullo stato mentale e confusionale di questa UE ed il risultato in Abruzzo è la conferma dei loro peggiori timori: la Lega e Fratelli d’Italia sono cresciute e questo farà molto male alle coronarie delle cariatidi d’Europa.
Elio Bitritto

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