L’Europa, ma quale Europa?

L’Espresso, tramite la penna di un certo Castaldi, difendeva a spada tratta l’Unione Europea e gioiva nel sentire il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, e quindi l’Italia, umiliata senza mezzi termini da una mezza calzetta belga dal cognome impronunciabile. Come mai è avvenuto negli ultimi due decenni, un ribaltamento di percezione del sentimento a favore dell’Europa da parte degli italiani? Dai più convinti difensori di una volta sono al giorno d’oggi tra i principali scettici sul futuro dell’UE. Perché? Perché i politici italiani da Andreatta a Ciampi, da Prodi, a Monti, da Renzi, a Draghi, hanno svenduto l’autonomia economica dell’Italia , firmando i trattati di Maastricht, di Lisbona, hanno ridotto un grande Paese come l’Italia al rango di una semi-colonia tedesca, alla condizione di malato cronico, inguaribile. L’UE è in mano a speculatori apolidi, a banchieri a cui nulla importa dei valori su cui dovrebbe basarsi il vivere comune di 27 paesi. L’Europa, ma quale Europa? E la domanda fondamentale che il popolo italiano ha osato porre tramite il Premier Conte nel suo discorso davanti al parlamento dell’UE a Strasburgo qualche giorno fa. Discorso più che legittimo, nel quale il Premier Conte sottolineava tante storture presenti nell’ UE, nocive per il benessere economico e per la dignità nazionale dell’Italia. Il risultato delle elezioni europee il mese di maggio prossimo dimostrerà, – sono pronto a scommettere- con grande dispiacere del Signor Castaldi (o di gente, come la Redazione de L’Espresso, che la pensa come lui ) che una grande percentuale del popolo italiano, e non solo, vuole rimettere in questione la logica imperante in seno all’UE.

L’UE è quella strana realtà in cui una mezza cartuccia politica, come l’mpronunciabile Verhofstadt, di un piccolo paese come il Belgio, o ancor di più di un fazzoletto di terra come il Lussemburgo tramite Jean-Claude Juncker, si permette di trattare con sufficienza, di trattare di ‘burattino’ e dare lezioni di coerenza e di libertà al Presidente del Consiglio dei Ministri , Giuseppe Conte, espressione democratica di un GRANDE PAESE come l’Italia. Chi tra i politici italiani si è mai permesso di trattare di ‘burattino’ il Primo ministro belga? Incredibile, ma vero. La stampa di lingua italiana, come Repubblica, acciecata da uno spirito fazioso contro il Governo attuale, gioisce nel vedere l’Italia ridicolizzata a livello europeo, E non sembra rendersi conto che l’UE, così com’è, dominata dai banchieri e dagli speculatori apolidi, ha ridotto l’Italia ad rango di una semi-colonia, facilmente ricattabile. E presenta questa realtà, criticata dal Premier Conte nel suo discorso davanti al Parlamento europeo, come un fatto normale, anzi da difendere, affinché l’Italia non si senta isolata. Beata asinità! E mancanza assoluta di amor di Patria! Tuttavia la maggioranza del popolo italiano crede il contrario e lo dimostrerà tramite il voto alle prossime elezioni europee a maggio.

Filippo Salvatore

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