Oggi è il giorno del Ricordo. Cessiamo di uccidere i morti

Oggi 10 Febbraio , giorno del Ricordo, la stampa nazionale ricorda finalmente con un certo, dovuto, risalto le atrocità subite dagli italiani della Venezia Giulia, dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia.
Dal 1943 al 1950 gli storici hanno calcolato che circa 16.000 persone sono state vittime delle foibe, sono cioè perite, fatte cadere in crepacci carsici ancora vivi dalle truppe del maresciallo Tito in combutta con i partigiani comunisti italiani. In quegli anni la faziosità ideologica, causa di tante atrocità, è prevalsa sull’amor di Patria ed il comunismo ha mostrato il suo vero volto. La quasi totalità degli italiani della Venezia Giulia, di Fiume e della Dalmazia, circa 350.000 persone, per evitare le rappresaglie titine, fu obbligata a lasciare la propria terra e cercare asilo e rifugio in Italia dove furono accolti con scherno e con insulti.
Gli esuli giuliano-dalmati che avevano fatto valere la propria italianità, divennero vittime dell’odio ideologico comunista in Italia! E’ quello che ha sottolineato senza mezzi termini il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. E gli va dato atto di aver detto che la questione delle foibe e dell’esodo dei giuliano/dalmati è stata una pagina tragica della recente storia d’Italia volutamente rimossa dalla storiografia anti-fascista e dalle autorità politiche italiane. Anche i mezzi d’informazione, che pochi giorni fa hanno, giustamente, dato tanto risalto alla Memoria delle vittime dell’olocausto, cominciano solo ora a dare il risalto che merita alle angherie subite dagli italiani del confine nord-est ed all’esodo di centinaia di migliaia di loro.
Va detto che gli ebrei in Italia nel 1938 erano poco più di 58.000 e le vittime italiane della Shoah sono state, gli storici hanno calcolato, circa 7.500 mentre gli infoibati sono stati circa 16.000. Come si spiega la differenza di trattamento prevalsa per decenni delle vittime della storia italiana durante la seconda guerra mondiale? Chi ha discriminato e perché? Perché l’italianità dei giuliano/dalmati é stata equiparata con fascismo, falsificando i fatti?. Dopo tanto tempo la verità sta emergendo e la facile accusa di adesione al fascismo si sta rivelando quella che è: una falsa accusa.
Nel 2019, dopo settant’anni, è tempo che Memoria e Ricordo vengano visti come due aspetti complementari di uno stesso fenomeno, l’ assurdità e le atrocità che la guerra genera e provoca. Dopo settanta anni dalla fine delle ostilità ,occorre arrivare ad una visione condivisa, nel bene e nel male, della storia del popolo italiano ed alla legittimità di appartenenza di tutte le sue componenti ad una Patria comune.
Mi inchino davanti a TUTTE le vittime della seconda guerra mondiale. La vera democrazia è il rispetto della dignità di tutti i cittadini e l’uguaglianza nel gran libro della Storia di tutte le vittime. Sia la loro morte un monito per evitare di ripetere gli errori commessi nel passato ed evitare di cercare nella guerra il mezzo per farsi valere come popolo.
‘Cessiamo di uccidere i morti’.

Filippo Salvatore

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