La vicenda Sea Watch secondo Repubblica

La vicenda della Sea Watch si arricchisce di sempre nuovi particolari: tra questi la ricostruzione che ne fa il quotidiano Repubblica  del 31.01.2019.

Com’ è noto, Salvini e Toninelli ritenevano e ritengono che ci fossero elementi sufficienti per indagare su quella nave ma, secondo il PM di Siracusa Fabio Scavone, il comandante della nave non avrebbe commesso alcun reato nel decidere di dirigersi in Italia invece che in Tunisia: accogliendo totalmente la ricostruzione del comandante: “E dunque: il 23 gennaio alle 14.35 Sea Watch contatta il ministero delle Infrastrutture olandese, competente per la guardia costiera, e chiede un Pos, un porto rifugio in Italia o a Malta dove riparare a causa del maltempo in arrivo. E in una seconda comunicazione indica Lampedusa come porto rifugio più vicino. La conferma che la richiesta è stata inviata all’Italia arriva dall’Olanda alla nave alle 16.11.” Aggiungr “Sea Watch ha contattato autonomamente l’Olanda che, a sua volta, ha chiesto a Mrcc Italia e a Mrcc Malta di fornire un porto. Le autorità olandesi hanno poi ricevuto una risposta da Roma in cui si diceva che Lampedusa, che era lo scalo più vicino rispetto alla nave (????), non era un porto sicuro per ripararsi proprio a causa del ciclone che si stava per abbattere sul Mediterraneo”. Questa risposta dell’Italia all’Olanda viene da quest’ultima “girata” alla nave alle ore 19.05 con l’aggiunta che richiesta analoga sarebbe stata inoltrata alla Tunisia. Ma cosa accade a questo punto? la risposta dell’Olanda, secondo il PM, era “solo un suggerimento” e quindi dato che c’erano condizioni meteo avverse, il comandante fa rotta verso ….? indovinate ? ma verso l’Italia che è molto più distante! A questo punto si aggiunge un altro tassello alla ricostruzione fatta dai PM: perché la nave si dirige verso Lampedusa? ma per il semplice motivo che il comandante della nave ed il capo missione dovevano testimoniare sul naufragio del 18 gennaio in cui “sarebbero” morte 117 persone per cui la Procura di Roma ha aperto un fascicolo per omissione di soccorso per valutare l’operato della Guardia costiera italiana !!!! E questa nota “esce” dalla Procura solo il 31 gennaio, nonostante il gran casino che ha accompagnato la vicenda. Inoltre par di capire che la Guardia Costiera Italiana si sia rifiutata di soccorrere un’imbarcazione in acque libiche! Non so cosa dire ma se le cose stanno in questi termini mi pare una follia. L’interrogatorio del comandante, programmato da tempo, per una serie di motivi viene rinviato a data da destinarsi. A quel punto, per non dare un dispiacere alla procura di Siracusa, il comandante, nonostante il “suggerimento” dell’Olanda e la mancata risposta e SENZA attendere eventuali conferme dall’Italia (che aveva “impegnato” Olanda e Tunisia), il comandante decide di far rotta verso l’Italia. Quindi basterebbe che i porti in cui potrebbero entrare le navi ONG si rifiutassero o non rispondessero alle richieste, perché ogni nave-taxi si diriga in Italia. A questo punto mi chiedo per quale motivo i Pm hanno aspettato tanti giorni per chiarire che loro stessi, diversi giorni prima, avevano invitato il comandante a venire a testimoniare a Siracusa e perché ci doveva andare con una nave, un equipaggio, un “carico” umano.
Chiusura kafkiana da parte dei Pm dato che i Paesi interessati, Olanda e Germania, non autorizzano, diventa automatico e giusto consentire a tutti di venire in Italia, tanto non c’è reato di clandestinità, al punto che anche pronunciare la parola “clandestino” assume una connotazione spregiativa e determina una condanna morale, la gogna mediatica e, fra un poco di tempo, il ……. carcere a vita.
Elio Bitritto

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