La Storia secondo l’ANPI


L’ANPI di Rovigo, nell’ambito delle manifestazioni durante la Giornata del Ricordo ha dichiarato senza il minimo senso del pudore che le Foibe sono state una invenzione dei fascisti per far sparire i partigiani jugoslavi. Dire che una affermazione del genere è vergognosa è un eufemismo, ma non meraviglia provenendo da quella parte d’Italia che è ferma al 1945, quella parte d’Italia per cui la guerra non è ancora finita, con l’unica differenza che invece di uccidere materialmente gli oppositori, al comunismo, fascisti e non, ne uccidono anche la memoria. “Basovizza è una fandonia” grida l’ANPI: e nessuno osa ribattere per paura di essere additati alla pubblica opinione come “fascisti”. Sta accadendo come con il 25 aprile, una data che doveva essere di pacificazione, pur nel ricordo della lotta al nazi-fascismo, ma che è diventato la palestra per voci sempre più intolleranti verso chi afferma che la Lotta per la Liberazione fu la lotta di tanti italiani antifascisti, NON NECESSARIAMENTE comunisti. Invece se ne sono appropriati indebitamente, attribuendosi anche la “Liberazione” dell’Italia come se gli alleati fossero arrivati in Italia “dopo”. A questo punto è il caso che le più alte personalità dello stato, a cominciare dal presidente Mattarella, intervengano per dire una parola definitiva sulla vergogna che questa associazione negazionista che si costruisce la storia ad immagine e somiglianza del bolscevismo più vieto e infame. A questo punto è necessario che, al ricordo per le vittime della barbarie nazifascista si associ, non si contrapponga, il ricordo delle barbarie comuniste in Italia ed in ogni parte del mondo.

«È sconcertante e allarmante vedere come un’associazione che si vanta di tramandare la storia e la memoria neghi pubblicamente, attraverso i social, una tragedia immane come quella delle Foibe in nome di un’ideologia seguita ormai da pochi nostalgici bolscevichi» Così Luciano Sandonà, Consigliere regionale del gruppo Zaia Presidente, risponde tramite una nota ”alle polemiche sollevate da un post su Facebook pubblicato dalla sezione Anpi di Rovigo, in cui l’associazione dei partigiani rodigina ha parlato delle Foibe come “un’invenzione” dei fascistiutilizzata per far sparire i partigiani jugoslavi.
«Basovizza è una fandonia»
“L’Anpi di Rovigo ha citato la Foiba di Basovizza, parlandone come di una ‘vergognosa fandonia’ – continua Sandonà – non solo quindi ha negato una tragedia ancora oggi troppo poco conosciuta e condannata, ma ha calpestato in m«odo vergognoso la memoria delle vittime innocenti barbaramente trucidate negli inghiottitoi carsici e di tutti quei cittadini di origine italiana del Venezia Giulia, Istria e Dalmazia costretti a lasciare le loro case per evitare l’atroce persecuzione delle truppe del maresciallo Josip Broz Tito“. “Un dramma, quello degli infoibati, vergognosamente ‘dimenticato’ per motivi politici dalle nostre istituzioni per troppi decenni, fino alla doverosa creazione del Giorno del Ricordo. Preoccupa vedere come il negazionismo sia ancora così forte – conclude il Consigliere di Zaia Presidente – e che, pur di proteggere un’ideologia politica, non ci si faccia scrupolo di passare sopra le 11mila persone che hanno trovato la morte in quelle foibe da loro definite ”invenzione storica””.

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