La Sea Watch e la legge del Mare


Caratteristica comune del Pd e dei suoi accoliti è la presunzione di essere al di sopra della Legge, qualunque essa sia, sicuri che non troveranno magistrati che li incrimineranno: e così abbiano un qualsiasi Mimmo Lucano che può tranquillamente fare quel che gli pare in nome del buonismo, e così abbiamo due altri sindaci, di ben altro spessore, che si fanno promotori di una protesta contro una Legge, quella sulla Sicurezza, per lo stesso motivo. Oggi abbiamo tre deputati che sfidano un ordine del ministro in carica circa il divieto di salire a bordo della nave tedesca con bandiera olandese sempre in nome del buonismo. Tutto ciò si traduce non solo nella arroganza di fare quello che vogliono ma danno anche una immagine all’Europa di caos all’italiana cosa che permette ai “solidali” europeisti di tenere ben chiuse le loro frontiere e, contemporaneamente, di accusare l’Italia di sovranismo e respingimento dei migranti. L’invocazione che, se non fosse tragica, farebbe sorridere, è quella sulla “legge del Mare” ripetutamente citata a sproposito. Non ci vuole certo un magistrato per capire che un naufragio programmato (quali sono quelli che vedono i “naufraghi” partire con gommoni inadatti), senza carburante e viveri) non è un naufragio che, tecnicamente, “è un evento non voluto e non prevedibile”. Ma per le anime belle delle sinistre ed ora anche di quella sprovveduta della Prestigiacomo, si tratta di veri e propri naufragi, mentre sono più semplicemente e tragicamente azioni criminali che si traducono in una vera e propria tratta di schiavi. Ho già avuto modo di dire la mia sull’argomento ma sono obbligato a tornarci su perché la criminale pervicacia con cui si continua a parlare di sequestro di persona invece che di tratta di esseri umani mi fa proprio schifo. A parte il fatto che (parliamo sempre della Diciotti) la decisione di Salvini era COLLEGIALE, vale a dire dell’intero governo, si tratta comunque di una decisione politica che non è nelle competenze della magistratura contestare perché, a questo punto, anche la politica potrebbe mettere sotto accusa certa magistratura per un certo fumo persecutorio dettato da una appartenenza politica ben individuata. Mi chiedo perché la magistratura non mette sotto accusa l’intero governo e mi chiedo, a proposito dell’ultima pagliacciata, perché il comandante della Sea Watch invece di dirigersi a Sfax in Tunisia ha preferito puntare su un porto più lontano pur in presenza di asserite condizioni meteo particolarmente pericolose. Oggi addirittura si viene a sapere che il magistrato che si occupa della Sea Watch vuole ispezionarla per verificare se è in condizioni di riprendere il mare e se non lo è di far sbarcare i migranti in Italia: ciò sottintende che se non è in condizioni di prendere il mare oggi non lo era neanche ieri e quindi si scopre il “gioco” al massacro che questo banditi del mare stanno facendo con la complicità ingenua (?) di alcune parti politiche italiane e l’indifferenza di un’Europa che dimostra sempre più la sua incapacità, la sua arroganza la sua vigliaccheria. Il fatto è la conferma che siamo di fronte ad una strategia politica che mira a destabilizzare un governo democraticamente eletto dagli italiani ma che non piace agli gnomi della finanza europea: soprattutto non piace alla Francia che ha creato insieme a quel bell’esempio di Nobel per la Pace che risponde al nome di Obama, ed alla Gran Bretagna, il caos ed il terrore in Libia solo per “fregare” l’Italia nei suoi rapporti privilegiati in campo energetico. Questo il quadro generale in cui i “negrieri” delle ONG devono essere visti e questo è il settore di indagine che la magistratura deve aprire invece che dedicarsi a smantellare un governo democraticamente eletto.
Elio Bitritto

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