Il business dei … buonisti

Quello che ormai non stupisce più è la pervicacia con cui i cosiddetti buonisti, quelli pronti ad ogni forma di accoglienza, incalzano Salvini e chi chiede che finalmente l’Europa faccia quello che promette e non mantiene. Due gli episodi che in questi giorni, in queste ore, inquietano le menti dei buonisti, il rastrellamento (leggi anche la deportazione) del Cara di Castelnuovo e l’arrivo di un altro caso “Diciotti”, la nave Sea Watch, battente bandiera olandese. Nel primo caso siamo di fronte alla diffusione di notizie non solo false ma tendenziose atte a turbare l’ordine pubblico: infatti usare parole come rastrellamento e deportazione significa non solo dire il falso ma indurre al risentimento, all’odio, contro il presunto responsabile di tale infamia. Gli ospiti sono stati trasportati o trasferiti, come preferite, in altre strutture a seguito di un provvedimento in aria da tre anni, dopo un’ispezione che aveva evidenziato non solo gravi carenze igieniche e strutturali ma addirittura legami non ben chiariti con “mafia capitale” di Buzzi: Rita Visini, all’epoca assessore alle Politiche Sociali della Regione Lazio definì il Cara …una cosa veramente aberrante e … non è un luogo per persone umane e … in piena estate si vedevano persone con le mosche in faccia. Aggiungo che in due occasioni circa duecento ospiti del centro hanno impedito gli ingressi al personale e in altra occasione si rifiutarono di rientrare. Adesso si parla di Centro perfettamente funzionante e di integrazione impedita! Diciamo che qualcuno riesce a vedere cose dell’altro mondo. Non a caso ho fatto riferimento alla Diciotti la nave che sbarcò a Catania 150 immigrati (altri 27 erano già stati sbarcati: in quella occasione si mossero i buonisti ed i magistrati che misero sotto accusa Salvini per sequestro di persona. Dopo qualche tempo la Procura (o chi per essa) raccomandò il non luogo a procedere che però ieri il tribunale dei ministri ha deciso di non tenere in conto e quindi di mettere sotto processo Salvini previa autorizzazione del Senato. Prima di ricordare cosa era accaduto con la Diciotti vale la pena di ricordare l’arrivo a Pozzallo di due navi, “Protector” e “Monte Speroni” con 447 “naufraghi”: per questi era stata prevista, nell’ambito della tanto sospirata solidarietà europea, una ricollocazione in alcuni Paesi di buona volontà, così suddivisi: in Germania 50 persone, in Francia 50, in Portogallo 50, in Irlanda 20, in Spagna 50, a Malta 50, per un totale di 270. I trasferimenti effettivi sono stati 129 e hanno riguardato: la Germania per 23; la Francia per 50; il Portogallo per 19; l’Irlanda per 16; e la Spagna per 21, Malta 0. Torniamo alla Diciotti: il 26 agosto 2018 sono sbarcati a Catania 177 migranti e anche questi dovevano essere ricollocati. Soltanto l’Irlanda ne ha presi 16 e gli altri? Una gran parte il Vaticano! Ebbene sì, padroni di non crederci ma il Vaticano ne accolse un buon numero in una località dei colli laziali che non ricordo. Ricordo bene, però, che la stragrande maggioranza di questi sparì e nessuno, dico nessuno, si è stracciato le vesti ed ha gridato alla eventualità che potessero essere preda della criminalità (come fanno credere per quelli del Cara in oggetto) o che possano delinquere (sempre come fanno credere per quelli del Cara in oggetto). Ricordare che Napolitano “sequestrò” per una settimana 20.000 albanesi nello stadio di Bari o il blocco navale nei confronti dei “naufraghi” albanesi sarebbe inutile. Così come sarebbe inutile spiegare ai magistrati che avrebbero dovuto mandare l’avviso anche a tutto il governo perché la decisione sulla Diciotti fu collettiva … come credo siano tutti gli atti governativi. Cosa dire se non che mentre certe dichiarazioni e decisioni possono far incazzare gli italiani, mi consolo pensando che quelle stesse dichiarazioni e decisioni porteranno altri voti a Salvini.
Elio Bitritto

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