Ad Angelo Ricciardi, che amò più d’ogni cosa, la bellezza

“Profondo conoscitore d’arte ma prima ancora appassionato collezionista dei tanti artisti vastesi dell’Ottocento, soprattutto dei Fratelli Palizzi”.

Questa la motivazione con cui la Giuria del Premio San Michele gli assegnò il Premio nel lontano 2006.

Una motivazione ridotta, giusto quella di una targa che però non rappresentava e non rappresenta tutto ciò che era Angelo per la sua famiglia e per Vasto.

Ho avuto la fortuna di conoscerlo qualche anno prima dell’assegnazione del Premio e la prima cosa che mi colpì fu quella certa “aria candida”, sempre sorridente e cordiale che me lo fecero subito accettare come amico senza passare attraverso una preventiva “conoscenza”.

Residente a Milano da molti anni non ha mai dimenticato Vasto dove tornava di frequente.

La sua passione era l’Arte con una particolare predilezione per le opere dei Fratelli Palizzi.

Sembra un segno del Destino il fatto che, con la chiusura della eccellente mostra su Filippo Palizzi, chiuda anche l’esistenza di Angelo, un filo comune che evidentemente li accomuna.

Oltre che Gallerista, era Perito d’Arte alla Camera di Commercio di Milano ed al Collegio Lombardo dei Periti ed Esperti.

Precursore della attuale Mostra, nel 1989, trenta anni fa, organizza la “Mostra dei Fratelli Palizzi” presso i saloni di Palazzo d’Avalos preceduta dalla Mostra “Palizzi ed il suo tempo” curando anche la pubblicazione di due cataloghi sui Palizzi e la Scuola Napoletana di Posillipo.

Nel 1996 riesce a riportare in Italia “La testa di Vitello” di Filippo, scoperto presso Galleria Sotheby di New York e ancora, a Parigi, “La Brebis ègarèe” (La pecora sperduta) di Giuseppe, “Filippo a Cavallo” (di Nicola) ed una “Natura morta con cane” addirittura in un ristorante. Ancora acquista, da un collezionista di Bergamo, “La mietitrice” di Valerico Laccetti.

Come dicevo, la sua attenzione era particolarmente rivolta ai Palizzi e nel 2.000, sempre a Palazzo d’Avalos, di 100 Acqueforti dipinte da Filippo Palizzi (48), da Nicola (1) e le restanti da altri artisti per ”Gli usi e Costumi di Napoli”.

L’ultima pubblicazione di cui ho personalmente notizia è “Da Palizzi a Cascella” interamente a colori in cui passa in rassegna il verismo romantico dell’ottocento e l’influenza dei fratelli Palizzi sugli altri pittori dell’epoca.

Devo gran parte di queste note all’amico Peppino Catania quando gli chiesi aiuto sulla ricostruzione della sua biografia nel 2006, note che ne caratterizzano il personaggio.

Alla moglie e alla figlia sempre al suo fianco, le più sentite condoglianze di tutta la Redazione, Peppino in testa, ma non quelle di maniera, ma quelle di coloro che lo hanno conosciuto ed amato e che sono orgogliosi di aver goduto della sua amicizia.

Elio Bitritto

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: