Commissione Europea in difesa della Verità

La lotta alle cosiddette “fake news” parte dalla C.E. in vista delle prossime elezioni europee di maggio: a questo proposito si sta preparando un piano per contrastare la diffusione di notizie false e la relativa disinformazione chela Russia si appresterebbe a fare così come ha fatto con le elezioni americane, con la Brexit e, addirittura, con le elezioni francesi.

Naturalmente la CE dà per assodato e documentato, il fatto che la fonte delle false notizie sia la Russia , pur senza averne le prove e, in questo, dimostrando, se mai ve ne fosse stato bisogno, che essa stessa si pone come unica depositaria della Verità.

Personalmente ho fede solo nel Vangelo e nella Bibbia nonostante papa Francesco che mi delude molto, e, dopo le innumerevoli prove di ipocrisia dell’UE mi riesce molto difficile credere che ciò che viene pubblicato dai comunicati dell’establishment europeo sia particolarmente attendibile.

Ora, a parte il fatto oggettivo appena descritto, non posso fare a meno di pormi qualche domanda: intanto la CE ci prende tutti per mentecatti, incapaci di avere una nostra opinione circa la vita politica, sociale, economica per cui se non si indossa la “divisa” del politicamente corretto si è contro il sistema instaurato.

In effetti io sono contro questo sistema ma non per partito preso ma per il semplice motivo che NON ha ottemperato ai fini che si era dato, al punto che oggi, a venti anni dall’introduzione dell’euro l’Italia sta peggio di prima, la Gran Bretagna, che non è entrata nell’euro, si ritira pure dall’UE e la Grecia è stata cannibalizzata da tedeschi e francesi, in nome dei conti in ordine, soprattutto quelli delle loro banche esposte con le banche greche.

Un’altra considerazione fa riferimento al fatto che qualcuno di quelli che sanno, mi dovrebbe spiegare perché non potrebbe essere vero il contrario, nel senso che le notizie false potrebbero essere diffuse anche dalla stessa UE per mettere in cattiva luce la Russia che non ha intenzione di “piacere” all’UE.

Infine il sospetto, credo condiviso da molti, che questo attacco alla Russia non solo voglia mascherare le incongruenze, i fallimenti e le ipocrisie dell’UE, ma voglia soprattutto essere un estremo tentativo di conservare il potere in vista di una possibile sconfitta a maggio.

Infine il pericolo vero rappresentato dalla censura preventiva ad ogni opinione politica che non sia quella “standard” per cui si arriverebbe ad una censura preventiva anche maggiore di quella già concordata con le principali piattaforme “social” Facebook, Twitter e Google.

Aggiungo che prima della pubblicazione di questo codice di comportamento la CE aveva correttamente chiesto ad un parere ad organismo esterno: la risposta è stata piuttosto critica dato che questo patto, questo codice di condotta, non contiene “… né un approccio comune efficace, né impegni significativi, né obiettivi misurabili o indicatori chiave di prestazione (gli indici che monitorano l’andamento di un processo aziendale), né strumenti che permettano di controllarne il rispetto o monitorare l’implementazione del processo”.

In pratica il tutto verrebbe affidato alla capacità di autoregolazione di piattaforme online e social network, che però finora non hanno dimostrato di essere particolarmente affidabili.
Elio Bitritto

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