Numero Zero: l’ultimo romanzo di Umberto Eco

Numero Zero: l’ultimo romanzo di Umberto Eco, Bompiani, 2015.

Tangentopoli, la P2, il terrorismo, i misteri italiani, i mali del giornalismo… ecco alcuni temi presenti in “Numero Zero” (2015) l’ultimo romanzo di Umberto Eco, deceduto nel 2016.
Umberto Eco aveva iniziato a scrivere Numero Zero nel 1994, dopo ‘L’isola del giorno prima’. E, dopo una serie di altri progetti, ha deciso di riprenderlo e concluderlo.
Oltre a Tangentopoli, nel libro trovano spazio Gladio, la P2, l’assassinio di papa Luciani, il colpo di stato di Junio Valerio Borghese, la Cia, i terroristi rossi manovrati dagli uffici affari riservati e vent’ anni di stragi e di depistaggi.
Numero Zero, che si svolge nel 1992, non è solo un “romanzo su Tangentopoli” e sui misteri italiani degli ultimi decenni È prima, di ogni cosa una storia sul giornalismo e sui suoi mali.Tema questo già in parte affrontato in un suo altro romanzo ‘Il Pendolo di Foucault’. Il romanzo avrebbe dovuto avere per titolo ‘ È’ la stampa, bellezza’. La trama presenta una redazione raccogliticcia che prepara un nuovo quotidiano che ha come scopo il ricatto piu’ che l’informazione. Va sottolineato che alla Fiera del libro di Francoforte l’ultimo romanzo di Umberto Eco è stato presentato agli editori stranieri con il titolo inglese ‘That’s the Press, Baby’. Filosofo, medievista, semiologo, massmediologo, opinionista, Eco ha esordito nella narrativa nel 1980 con Il nome della rosa (Premio Strega 1981), bestseller internazionale tradotto in 47 lingue e venduto in trenta milioni di copie. Con “sole” 224 pagine, ‘Numero Zero’ è il più breve tra i suoi romanzi che vanno da Il Nome della Rosa al Il pendolo di Foucault, da L’Isola del Giorno Prima a Baudolino, da La Misteriosa Fiamma della Regina Loana a ll cimitero di Praga, a Numero Zero. Il posto di Umberto Eco come romanziere resta ancora da determinarsi nel panorama della letteratura italiana della fine del Nocecento ed i primi due decenni del ventunesimo secolo. Azzardo un’ipotesi: di tutta la sua vasta produzione è Il Nome della Rosa (con le sue postille) che verrà ricordato, letto e studiato anche grazie alla riduzione cinematografica di Jean Jacques Annaud ed alla stupenda interpretazione del personaggio di Guglielmo di Baskerville fatta da Sean Connery.

Filippo Salvatore

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