Lettera di un ex professore ad una società in…divisa

Vorrei tentare di rispondere alla lettera di una professoressa, Antonella Botti, pubblicata su Huffington Post, ripresa da Gravità Zero ed inevitabilmente finita sui social.

Esordisce la professoressa con uno slogan che in partenza sembrerebbe “tradire” le sue posizioni politiche: “intellettuali di tutto il mondo unitevi, contro la deriva pericolosa del populismo e della miseria”: un giudizio apodittico che è un “sophisma auctoritatis” che presuppone una differenza culturale ed antropologica stabilita NON per scienza ma per il semplice motivo che ”l’ha detto lui”, anzi lei.

Dice la professoressa che oggi non è più tempo di tacere ma di prendere posizione perché “ la cooperazione internazionale, la democrazia, l’integrazione, la tolleranza non possono essere valori negoziabili”. Un’ affermazione più che condivisibile che le consente di emettere la sentenza secondo cui “una larga fetta di intellettuali non si sia resa ancora conto che si è prostituita alla peggiore delle destre, non a quella progressista e europeista, ma alla destra razzista e violenta di Salvini…incapace di cogliere i segni del tempo, incapace di progettare un mondo di uomini in grado di vivere insieme pacificamente nella consapevolezza che ogni vero progresso raggiunge la sua pienezza col contributo di molti e con l ‘inclusione di tutti, seguendo l’insegnamento terenziano alla base della nostra cultura occidentale Homo sum, humani nihil a me alienum puto”.

La conclusione a cui arriva la professoressa è che insomma esiste una “destra becera e livida, la peggiore delle destre, quella razzista e violenta di Salvini, incapace di cogliere i segni del tempo ….” ecc.

Questo ragionamento mi porta a chiedere cosa intenda la prof. per destra progressista ed europeista, in contrapposizione a quella appena descritta, e quando mai è stata accettata la presenza di una tale destra quando il solo fatto che ci si dichiari di destra determina l’aggettivazione di fascista. Ed ancora: si è chiesta la prof. se questa destra è davvero antieuropea o vuole invece semplicemente applicare il sogno europeo?

Ha considerato che in Europa sono aumentate le diversità tra Paesi ricchi e  meno ricchi? che questa Europa di oggi  se ne frega altamente della solidarietà come dimostra quel Trattato di Dublino che NON viene ridiscusso per il semplice motivo che altrimenti gli “altri” Paesi europei dovrebbero ridiscutere di immigrazione?

Il ragionamento della professoressa va avanti in un crescendo di luoghi comuni sino a sentenziare, con esplicita allusione a Salvini, che “…contro i nuovi razzismi una società civile deve ripartire dall’UOMO, NON PRIMA dall’UOMO ITALIANO…”.

Dichiarazione condivisibile se non fosse per un piccolo particolare e cioe che in Italia ci sono cinque milioni e mezzo di indigenti di cui un milione e mezzo decisamente povero; che esiste una disoccupazione che oscilla tra il 10,5 e l’11%, molti senza una abitazione (dati oggettivi e non … elettorali); che  inoltre la maggior parte degli immigrati NON ha alcuna qualifica, non conosce la lingua, spesso rifiuta usanze, abitudini, leggi, doveri.

Aggiungo un paio di URL che potrebbero aiutare i lettori ad una maggiore conoscenza del fenomeno accoglienza.

Elio Bitritto

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