Date a Cesare quello che è di Cesare e a Dio …

Riporto una intervista che il nostro vescovo, Bruno Forte, teologo e membro del Consiglio permanente della CEI, ha rilasciato il 7 gennaio scorso al Corriere della Sera a firma di Gian Guido Vecchi. Alcune osservazioni, se non tutte, mi hanno lasciato perplesso: sorvolo, nonostante il titolo del pezzo, sulla netta intromissione nei “fatti” di Cesare perché inutile sarebbe tentare di far capire i ruoli, e vedo di analizzare, secondo le mie capacità, i giudizi di Forte. “C’è un primato della coscienza che esige la solidarietà verso i più deboli. Se si dimentica questo, ogni barbarie diventa possibile: i leader europei (ndr) dimostrino concreta solidarietà nei confronti dei 49 migranti da giorni in mare. Il Papa richiama il fondamento morale di ogni intervento umanitario. Non siamo di fronte a un “optional”, a qualcosa lasciato al libero esercizio delle preferenze. Soccorrere essere umani in queste condizioni è un imperativo morale. Ne va dei fondamenti del nostro patto civile, sanciti dalla stessa Costituzione.
Gian Guido Vecchi pone una domanda “Salvini dice che i cattolici stanno con lui e non con certi vescovoni”
“Sarebbe bene che il ministro Salvini non si mettesse a dare lezioni di magistero, per quello c’è il Papa che lo fa molto bene e con chiarezza. Se vuole fare il cattolico, ascolti il Papa. Il ministro degli Interni ha responsabilità importanti, parli di cose di cui è competente. Del resto, allarmismi e denunce di invasione sono falsità propagandistiche dannose a tutti, tranne a chi le usa per vantaggi elettorali”.
G.G.V.: Falsità in che senso?
“La presenza di stranieri non comunitari, in Italia, è diminuita già dal 2017. Per la maggior parte dei migranti, l’Italia è un luogo di passaggio verso il Nord Europa. E le ricerche serie mostrano una realtà diversa dalla propaganda: gli immigrati sono l’8,3 per cento della popolazione italiana, circa 5 milioni, e contribuiscono per 127 miliardi al Pil, ovvero l’8,6 per cento del totale. Versano 7 miliardi di Irpef e 11 miliardi di contributi previdenziali: di fatto pagano le pensioni di 640 mila italiani”.
G.G.V.: È giusta l’obiezione di coscienza contro il decreto sicurezza?
“Qui ci sono due piani. Uno pubblico: una legge dello Stato va rispettata; se sbagliata, come molti ritengono sia in vari punti, l’unica possibilità di cambiarla è il ricorso alla Consulta. Poi c’è il discorso etico, e su questo non c’è legge umana che tenga: se mi viene imposto qualcosa di contrario alla mia coscienza, come rifiutare aiuto a famiglie intere in balia del mare da giorni, l’obiezione di coscienza è giustificata”.
Fin qui l’intervista che, ripeto, pone, per lo meno a me, altri interrogatovi. Intanto se è vero che Salvini non ha i titoli per “dare lezioni di magistero” è altrettanto vero che Forte non ha i titoli per dare giudizi politici. Tralascio l’affermazione secondo cui allarmismi e denunce di invasione sono falsità propagandistiche dato che il polso della situazione è più facile lo abbia un ministro dell’Interno su tutta Italia che un prelato in una piccola provincia. Circa poi i vantaggi elettorali bisognerebbe vedere a chi giova realmente l’ingresso indiscriminato di immigrati. Passando alla citazione delle presenze di immigrati e della ricchezza prodotta da questi prodotta, preso da ”Titoboerite” acuta ci racconta la favola che gli immigrati, di fatto, pagano la pensione a 640.000 italiani: sembra di capire che gli immigrati, per il solo fatto di stare qui in Italia, non solo lavorano per gli italiani ma, addirittura, pagano le loro pensioni e probabilmente rinunciano, per questo, ad avere proprie pensioni! Di qui il compiacimento del vescovo per gli immigrati che sono la prova vivente della gratitudine, una parabola evangelica! Ultima osservazione sull’obiezione di coscienza: ha provato a farsi un esame di coscienza ed a chiedersi se e quale significato abbia l’espressione che dà titolo a questo pezzo?
Elio Bitritto

Forse il nostro Vescovo ha dimenticato che l’espressione “Date a Cesare quello che è di Cesare ed a Dio quello che è di Dio” è attribuita a Gesù e riportata nei vangeli di Matteo, Marco e Luca.

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