L’Espresso grida al lupo, al lupo

Gruppuscoli di facinorosi violenti esistono in Italia oggi sia a destra che a sinistra, come esistevano negli anni di piombo, negli anni Settanta del secolo scorso. Il loro comportamento va condannato e chi non rispetta il vivere civile di una democrazia va condannato e messo in galera. Detto questo, però, invito la redazione de L’Espresso a fare un bell’esame di coscienza. A furia di gridare al lupo, al lupo la gente non reagisce quando poi il lupo c’è veramente. Vi è sembrata giusta e accettabile una vostra prima pagina nel corso del 2018 che diceva UOMINI e NO, lasciando intendere che il sindacalista ivoriano era un vero uomo e chi si oppone alle migrazioni illegali è un NO razzista e fascista? La vostra adesione al globalismo e ad una Unione Europea che ha ridotto l’Italia ad una colonia, vi impedisce di provare un minimo di amor di Patria. Ed è questa in gran parte la ragione che spinge alcuni scalmanati a reazioni violente. La libertà di stampa va strettamente legata alla presentazione oggettiva dei fatti, con il minimo di faziosità possibile. Credete in verità di esserne esenti?

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