Marsilio … l’abruzzese

Atavico il vizio dei comunisti, pre e post: quello di indicare l’avversario politico come “nemico” che, in quanto tale, deve essere demonizzato, insultato, condannato prima di aver detto una sola parola.

Metodo, più che fascista.tipicamente nazista, che richiama prepotentemente alla memoria tale Joseph Goebbels, capo del Reichsministerium dür Vorsaufkärung und Propaganda (Ministero del Reich per l’istruzione pubblica e la propaganda) che fu ripreso pari pari dal PCUS ai tempi di Stalin, e successori al punto che milioni di cretini credettero davvero che l’Unione sovietica fosse il paradiso dei lavoratori.

Ebbene Legnini è ancora uno di quelli che crede nella bontà delle sinistre nonostante le evidenze dei fallimenti in tutti i campi, a cominciare dal poco invidiabile primato di aver guidato una regione che si è classificata ULTIMA nell’utilizzo dei fondi europei, a dimostrazione della totale incapacità di amministrare.

L’accusa, grave, gravissima, di questo signore nei confronti del candidato Marsilio è, ad essere comprensivi, ridicola: Marsilio è “romano”, appartiene alla destra romana e nulla ha a che vedere con l’Abruzzo.

L’unica cosa che mi sento di dire a commento di questa stupidaggine è che offende l’intelligenza dello stesso Legnini. Del quale Legnini, a voler indagare, non si ha notizia di un qualsiasi interessamento delle cose d’Abruzzo, a cominciare dalla soppressione dei Tribunali “minori” o dello smantellamento sistematico dell’Ospedale San Pio di Vasto ridotto a pronto soccorso di frontiera.

Credo che, dalle sue posizioni di prestigio oltre che di potere, fi vice presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, il senatore Legnini avrebbe dovuto e potuto attivarsi con maggiore energia e intelligenza per scongiurare, ALMENO la soppressione del Tribunale di Vasto.

Dei suoi interventi o interessamenti “abruzzesi” non si ha traccia nei dieci anni a Palazzo Madama e ciò nonostante rinfaccia a Marsilio di non essere abruzzese.

Caduta di stile, arroganza del potere?

Più probabilmente una disperata mossa per dimostrare di esistere.

Probabilmente nel corso della sua campagna elettorale verrà anche a Vasto ed ai vastesi non ancora consapevoli delle bugie di Paolucci, ripeterà che la sala di emodinamica è arrivata ormai a Punta Penna e sta per passare il torrente Lebba o che il Tribunale di Vasto sarà promosso in Corte di Assise.

Noi vastesi non impediremo a Legnini di venire a Vasto e di parlare, ma troverà solo chi crede ancora a Babbo Natale o alla Befana, o, più verosimilmente, alle capacità amministrative della sinistra, ma si dovrà impegnare duramente.

Elio Bitritto