Presepi neo-cattolici

Ebbene sì: siamo in presenza di una nuova religione che come tutte trae origine dal Vecchio Testamento, la Bibbia: Bibbia che ha dato luogo al cristianesimo, a sua volta suddiviso in Cattolici, Ortodossi e Protestanti oltre che alcune varianti: Bibbia da cui, molto probabilmente, ha tratto origine l’Islam che, a parte alcune pretese di supremazia e l’integralismo di fanatici non sufficientemente condannati dai cosiddetti moderati, potrebbe essere pure accettata. Ultimo arrivo in ordine di tempo è questo neo-cattolicesimo che in realtà trova i primi vagito nella teoria di tal Romano Prodi cui si deve la definizione di “cattolici adulti” (che, se non fosse per il personaggio che l’ha pronunciata, potrebbe essere stata partorita da uno scrittore del paradosso come George Bernard Shaw). Scoperta la presumibile origine di questa demenza senile, passiamo ad una veloce ricostruzione delle interpretazioni del Natale secondo questa nuova “setta” pseudo cattolica. Cominciamo con don Zappolini che a Perignano (Pisa) posiziona Gesù Bambino in mezzo alla spazzatura perché, ci informa, “Dobbiamo avere il coraggio di fare il presepe dove Gesù ci aspetta, fra quegli scarti dell’umanità che da duemila anni sono la sua gente. A chi sale sulle ruspe e poi ci chiede di fare il presepe nelle scuole o di mettere i crocifissi nelle aule, noi rispondiamo che il nostro presepe ce lo stanno distruggendo e calpestando proprio loro e che, se hanno mandato via tutti, nel loro presepe restano solo le bestie: un asino e il bue…e loro”. Cosa dire? evidentemente un prete (?) così ha la spazzatura nel cuore e nel cervello!

A Gravina di Puglia gli studenti dell’Istituto comprensivo “San Giovanni Bosco” affrontano l’immigrazione clandestina ponendo la Culla di Gesù Bambino adagiata su una barca in balia delle onde mentre tutt’attorno spuntano mano che chiedono aiuto.

Lo stesso tema dell’immigrazione clandestina con un tocco di esotismo in più, quello proposto dal Comitato Feste Patronali di Acquaviva delle Fonti (Bari). in questo presepe (?) Gesù Bambino galleggia con un salvagente su un mare di bottiglie di plastica ed è rappresentato da un bambolotto di colore (cioè nero), “protetto” da San Giuseppe e la Madonna rappresentati da migranti che rischiano di affogare anch’essi. Tutto attorno, tante reti rosse, come il colore del sangue. Da una immagine di amore, di purezza di felicità, siamo giunti ad una immagine piuttosto truculenta. In ossequio poi ad uno dei temi “politicamente corretti” della sinistra italiana cui si ispira questo neo-cattolicesimo, Don Agostino Carollo a Rovereto (Trento) si lancia in una interpretazione quanto meno trasgressiva (letteralmente): culla a sponde mobili, modernissima, a fianco, seduta su una seggiola, una “Madonna” più bionda di Veronica Ciccone. Sull’altro lato, un po’ discosto, un “San Giuseppe” altrettanto biondo platino, ma distinguibile per una barba nera come il carbone realizzata con una mascherina di feltro. Barba indispensabile comunque, al di là dell’iconografia, perché entrambi i manichini utilizzati sono evidentemente femminili. Nel caso di San Giuseppe, con un seno anche generoso, per nulla celato dalla casacca di tela. Per inciso questo presepe è stato distrutto nella notte da sconosciuti! Infine una puntata all’estero non poteva mancare: in Germania Annette Widmann-Mauz, ministro cristianodemocratico per l’integrazione e per i migranti manda il suo biglietto di auguri NON citando la nascita di Gesù (ed allora cosa augura?) “a qualunque cosa (?) crediate, vi auguro vi auguriamo un buon inizio nel nuovo anno”. Forse citare Gesù sarebbe stato troppo cristiano e provocatorio per i migranti? Certamente ce ne saranno altri che hanno fatto o che in futuro faranno una rappresentazione del Natale secondo una interpretazione che, come minimo, produrrà una citazione, se non una foto, nei mass media. Alleluja!
Elio Bitritto