Una “Maternità” per il Natale

Una “Maternità” per il Natale, di Cristo e dell’uomo

Questa Maternità, opera dello scultore Mario Pachioli, vastese operante a Firenze, è palesemente solo uno studio preparatorio. Sul tema l’artista ha modellato diversi bassorilievi e sculture, ma qui m’è parso bene di riportare tale semplice grafica all’attenzione dei lettori giacché mi dà modo di trarre, attraverso una lettura più contenutistica che estetica, qualche utile riflessione sul Natale di Gesù a Betlemme. Tale ‘bozzetto’ d’autore mi sollecita a riportare la nota e fondamentale proposizione di fede cristiana, tratta dal Vangelo di Giovanni: … Verbum caro factum est et habitavit in nobis.

“Il Verbo si è fatto carne”.
Per riprendere le parole di un sermone
del dicembre 2008 di Papa Benedetto XVI : “Quel che l’Evangelista chiama in greco “ho logos” – tradotto in latino “Verbum” e in italiano “il Verbo” – significa anche “il Senso”. Il “senso eterno” del mondo si è fatto tangibile ai nostri sensi, e alla nostra intelligenza: possiamo in tal modo toccarlo e contemplarlo”.
Dio, si è reso “il figlio dell’uomo”, ha preso le nostre fattezze corporali, è venuto ad “abitare” qui da noi. Fra noi che, pur nelle nostre fragilità e debolezze, dal principio dei tempi, siamo stati creati nella sostanza dell’essere “a sua immagine e somiglianza”. Tutto torna, dunque. Tutto, sia pure con il supporto della fede, trova il suo significato e il suo compimento: Dio è nell’uomo, l’uomo trova la sua ragione di vita, il suo destino storico, soltanto in Dio Creatore e Padre, fattore di carità e amore.

Qui, nell’immagine dataci in visione in questi giorni prenatalizi dallo stesso artista, il Bambino Gesù (se tale possiamo intenderlo) si mostra “assai vivo e vivace”, come a quella età della vita accade, è avvolto, custodito amorevolmente dalle braccia materne. Maria, sua madre non guarda a sé dinanzi, nella consapevolezza del suo straordinario ruolo, secondo le parole dell’Angelo nunziante, ma appare particolarmente attenta e china verso l’infante, come ogni madre terrena sa e deve per la propria prole, a protezione della vita dell’Uomo.
Un disegno, questo del Maestro d’arte Pachioli, dunque, che a me piace vedere come esemplare ‘scrittura’ non verbale dell’evento cristiano della Redenzione. Il suo disegno si fa interprete della profonda essenza del modo umile ma fecondo, di vita e di storia, con il quale  Dio – è bene ripetere – … si è fatto carne e vive fra noi.

Ovviamente, faremmo un torto all’artista non mostrare qui, restando al tema, anche una opera plastica in cui notoriamente Pachioli a buona ragione, per qualità e originalità, vale e s’impone.

Giuseppe F. Pollutri

 

 

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