‘Lunarie de lu Uaste’, diciannovesima edizione

Sabato 22 dicembre scorso, nella Pinacoteca di Palazzo d’Avalos, decisamente affollata per l’occasione, si è svolta la presentazione del ‘Lunarie de lu Uaste’. L’edizione di quest’anno del Lunario, come non hanno mancato di sottolineare Orazio di Stefano, conduttore della serata, e i due curatori dell’opera Peppino Tagliente e Paolo Calvano (il terzo curatore, Fernando D’Annunzio, era assente per ritirare un premio letterario), è stata dedicata alla memoria di Roberto Bontempo, definito “infaticabile organizzatore del Premio Vasto” da Di Stefano e “un uomo che ha dato molto a Vasto” e cui “tutti quanti noi dobbiamo qualcosa” da Tagliente. Quest’ultimo non ha mancato di ricordare i rapporti avuti con l’inventore del Premio Vasto ai tempi della sua sindacatura, rapporti continui, a volte polemici, ma caratterizzati dal reciproco rispetto e dall’obiettivo di agire bene per Vasto. Vasto che, ovviamente, è lo sfondo su cui si dipanano le vicende descritte nel Lunario. Il sindaco di Vasto Francesco Menna, intervenuto per l’occasione, si è complimentato con i curatori del Lunario, definito “cosa bellissima” e si è unito al ricordo dell’avvocato Bontempo, “persona straordinaria amante della città”. Città alla quale è stato dedicato l’intervento di Tagliente. Tra i vari problemi che la nostra comunità si trova di fronte, l’ex sindaco ha posto una particolare attenzione su quello della denatalità. “Quest’anno a Vasto il numero delle morti ha superato quello delle nascite – ha chiosato Tagliente – nonostante l’immigrazione”. Un fenomeno, quello della denatalità, di cui bisogna capire le ragioni. Una delle cause è senz’altro, ad avviso del fondatore e leader di ‘Unione per Vasto’, di ordine culturale, e qui l’uomo politico punta il dito contro “una visione edonistica ed egoistica della vita” rea di averci allontanati dalle nostre radici. “Una comunità deve fondarsi su dei valori” ha affermato con decisione Tagliente, “Il Lunario – ha proseguito Tagliente – può servire a indicare i valori su cui una comunità ha fondato la sua storia così da riannodare il dialogo con la storia e le generazioni passate”. Paolo Calvano ha parlato di “bene comune da contrapporre all’individualismo” auspicando, a tal fine, una maggiore e più intensa collaborazione tra istituzioni, associazioni e cittadini della nostra città.

Marco Sfarra

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: