Il terrorismo islamico

Parlare di terrorismo è abbastanza facile: tutti i giornali ne parlano ad esempio, citando i due ultimi episodi quello di Bruxelles con cinque assassinati (… per ora) e delle due ragazze danesi in Marocco. Atto riprovevole che ha coinvolto anche l’Italia nella persona di un giovane giornalista trentino che, dopo pochi giorni di coma è deceduto. Non sono stati gli ultimi episodi dei terrorismo e certamente non saranno gli ultimi considerando la matrice: quello che indigna, oltre la vigliaccheria di persone che possono essere tranquillamente classificate come non-umane, è la delicatezza, il ritegno con cui se ne parla evitando, accuratamente, di associare alla parola terrorista, l’aggettivo “islamico”. E sì, perché si parla di tutto fuorché del fatto che, ancora una volta, siamo in presenza di un atto compiuto da fanatici islamici. Si evita accuratamente di citare l’aggettivo, mentre si fa riferimento a cellule di Al Quaida o all’Isis ma MAI al fatto che sono islamici. Tutti gli islamici sono così? certo che no, ma non leggo la parola “islamico”, né la sento pronunciare nei TG e neanche ho notizia, a parte poche eccezioni, di dichiarazioni di condanna da parte delle organizzazioni musulmane, e, men , che meno, da parte del nostro presidente e da parte dell’ineffabile papa francesco forse troppo occupato a scovare, finalmente, i pedofili nell’ordine ecclesiastico. Accenni istituzionali ad alto livello? neanche a pensarlo! ed allora cosa ci dobbiamo aspettare da parte di chi NON ha il coraggio di chiamare le cose con il loro nome? Sono domande che gli italiani fanno e si fanno e non passa giorno che non trovino conferma le previsioni di Bin Laden che dichiarava che l’Occidente sarà conquistato dai ventri delle loro donne e dalle “democratiche” leggi occidentali (magari con qualche pizzico di eccessiva tolleranza da parte di chi dovrebbe giudicare con maggiore rigore). Tornando alle organizzazioni musulmane, non ho sentito alcuna condanna né sono state indette manifestazioni pubbliche: soprattutto non si ha notizia di collaborazioni concrete per isolare gli estremisti islamici, cosa che dovrebbe (?) essere condivisa da coloro che in Italia hanno trovato una nuova patria. Ma evidentemente nel loro intimo condividono quello che il Corano (9.29) dice “Combattete coloro che non credono in Allah e nell’Ultimo Giorno, che non vietano quello che Allah e il Suo Messaggero hanno vietato, e quelli, tra la gente della Scrittura, che non scelgono la religione della verità, finché non versino umilmente il tributo, e siano soggiogati”, in pratica puoi professare la tua religione … “se paghi e se ti sottometti”! Possiamo fidarci di chi professa questa religione in questo modo?
Elio Bitritto