Vasto. Endoscopia all’endoscopia dell’ospedale. Perchè non funziona

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Viaggio colonscopico nel ventre dell’ospedale. Per analizzare le ragioni che hanno messo in crisi anche il Servizio di endoscopia. E per smascherare le menzogne della dirigenza della Asl ed il disegno di privare il San Pio anche di questo Servizio.

Il Servizio di Endoscopia, uno dei migliori d’Abruzzo sino a qualche tempo fa, accusa un preoccupante calo di prestazioni, al pari di tante altre unità operative del San Pio.

Le cause di questo processo involutivo risiedono nei turni stressanti di lavoro nel numero inadeguato di medici assegnati ad esso e nell’insufficienza di apparecchiature.

All’origine c’è sopratutto il fatto che all’endoscopia di Vasto, a differenza di Lanciano ed Ortona, si fa anche reperibilità notturna e festiva.

Questa circostanza, unita all’insufficiente numero di addetti, ha letteralmente mandato in tilt il Servizio.

Il direttore generale della Asl, che ha nei giorni scorsi incautamente definito “prefiche” le persone che si stanno battendo per denunciare il degrado del San Pio, cerca di scaricare su altri la responsabilità di quanto sta accadendo ma viene clamorosamente smentito da questi dati che dimostrano la disparità di trattamento riservata all’ospedale vasteae.

Ad Ortona non si fa reperibilità notturna e festiva,  i medici sono 3 e lavorano tutti e tre dalle 8,oo alle 14,oo.

A Lanciano, dove non si fanno egualmente turni di  reperibilità notturna e festiva, i medici sono 4 e lavorano dalle 8,oo alle 14,oo  e dalle 14,oo alle 18,oo.

A Chieti I medici sono 5 e lavorano divisi in due turni giornalieri ( 8,oo /14,oo e 14,oo/ 20,oo) con reperibilità notturna e festiva.

A Vasto i medici sono 4, ma sulla carta perchè in realtà ve sono soltanto 3, in quanto uno è in malattia da due mesi, e lavorano tutto il giorno con reperibilità notturna e festiva.

Un quinto medico, reclutato ad horas per far fronte all’emergenza e tamponare i posti lasciati liberi dai dott.ri Spadaccini ed Elia ( il primo in pensione, l’altro trasferitosi in altra regione), è stato inspiegabilmente dirottato ed incardinato all’ospedale di Ortona.

È di tutta evidenza, alla luce di questi raffronti, la sperequazione operata nei riguardi del presidio sanitario vastese ed i motivi per cui il Servizio di Endoscopia non riesce più, nonostante l’impegno del personale, a fare ” i numeri” d’una volta.

Il direttore generale della Asl dovrebbe avere solo il buon gusto di tacere in presenza di questa situazione che si presenta ancor più deficitaria per quanto rigusrda le apparecchiature in dotazione riguardo alle quale va segnalato che a Vasto funzionano soltanto due coloscopi mentre ad Ortona ve ne sono addirittura otto.

Meno medici, meno attrezzature, più stress da parte dei medici impegnati anche di notte e festivi, determinano alla fine meno esami, a tutto discapito dei cittadini del Vastese che vedono aggravare lo stato di decozione generale del San Pio.

La Asl ed il direttore generale non se ne rendono conto? Oppure se ne rendono perfettamente conto e puntano a  giustificare con il calo di queste prestazioni, che si aggungono al degrado generale, il declassamento del nostro ospedale?

Il sospetto, a questo punto, è più che legittimo.

P.T.