Papa Francesco e l’accordo ONU sulla migrazioni di Marrakech

Nel suo recente incontro con Papa Francesco il Premier Giuseppe Conte avrebbe dovuto dargli in regalo non solo una copia della Divina Commedia, ma anche del De Monarchia di Dante. Avrebbe così potuto, il pontefice, riflettere sulla teoria dei ‘due soli’ ed evitato l’ingerenza della Chiesa cattolica negli affari temporali della Stato laico italiano. Quando Francesco parla della questione migranti, NON lo fa ex cathedra, e quindi NON può far valere il principio di ‘infallibilità’. Parla come qualsiasi altra persona ed è perciò criticabile. Sulla questione delle migrazioni illegali dall’Africa gli interventi di Francesco hanno aggravato e condonato moralmente lo spostamento di milioni di persone in quella che si è rivelata essere una vera tratta di essere umani, di neo-schiavismo. Libera Chiesa in libero Stato sia il principio a cui dovrebbe anch’egli attenersi.

Lo Stato italiano ha il sacrosanto diritto/dovere, secondo il diritto internazionale, di difendere i suoi confini e di stabilire chi e in quale misura può andare a vivere sul suo territorio. Il Patto ONU sulle migrazioni NON distingue tra perseguitati politici e migranti economici illegali. Saggia è stata quindi la decisione del Governo italiano di sospendere la sua adesione all’accordo ONU di Marrakech.

Filippo Salvatore

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: