MENTITORI SERIALI


Ieri MoscoWC ,a proposito dello sforamento continuo da nove anni a questa parte del rapporto Debito/PIL dei francesi, suoi connazionali, oltre il 3% (ed oggi confermato dopo la rivolta dei gilet gialli), ha dichiarato con quella faccia che evoca il suffisso di cui sopra, che non si può fare il paragone con l’Italia perché il debito pubblico francese è minore di quello italiano. Ora non credo di apparire di parte quando rilevo due aspetti di questa affermazione che indicano il livello di vigliaccheria della Commissione Europea ed in particolare di questo individuo. il primo aspetto riguarda il principio del famoso 3% in sé (tra l’altro stabilito, a quanto pare, senza una logica economica, ma tant’è) che comunque non potrebbe essere superato qualunque sia il debito, mentre la Francia lo fa indisturbata da anni e, ciò nonostante, il suo debito pubblico è aumentato fino a raggiungere il 100%, per cui l’agevolazione concessale non è stata sufficiente, anzi! L’altro aspetto per lo meno inquietante si riferisce a quanto già scritto sulle colonne di questo giornale, vale a dire che se si parla del debito di una nazione, bisognerebbe (e sottolineo bisognerebbe) prendere in esame calcolare il cosiddetto “debito aggregato”, cioè il livello di indebitamento di tutti i fattori che costituiscono l’economia di un Paese. Io non so perché altri fattori non vengono presi in considerazione e gli altri fattori sono, oltre allo Stato, imprese, banche e famiglie. Se, come sarebbe corretto, si prendessero in esame tutti i fattori si avrebbe un quadro economico decisamente diverso, quadro che vede una classifica del debito “stupefacente” e, soprattutto, si scoprirebbe che la Francia, tanto virtuosa, soprattutto grazie a Micron ed a MoscoWC, è il Paese più esposto finanziariamente. Infatti, se è vero, come è vero, che il debito pubblico italiano supera quello francese del 30%, è altrettanto vero che, se si somma l’esposizione delle società (160% del PIL), delle banche (90%) e delle famiglie (60%), i galletti sarebbero abbondantemente sopra il 400%. Più interessante ed esplicativo il quadretto riassuntivo che vede una classifica letteralmente stravolta e vede i presuntuosi in testa con il 410%, seguita dalla Spagna con il 370%, dall’Italia con poco oltre il 350% e, audite, audite, c’è anche la “virtuosa” Germania, con un significativo 270%. Io non so quali sono le regole economiche che gli euroburocrati invocano per dare la patente di virtuoso o meno ai Paesi. Se un Paese è costretto a contrarre il debito pubblico con forme di austerità oi soldi dove li va a prendere? semplice! una parte riducendo i servizi essenziali, in primis quelli relativi alla sanità (vedi la Grecia e, nel suo piccolo, la stessa Vasto che fra poco non saprà cosa farsene delle mura dell’Ospedale San Pio): l’altro “prelievo” è direttamente nelle tasche degli italiani attraverso maggiori tasse, o, direttamente (come è stato già fatto) nei risparmi presenti nelle banche. E taccio sul famoso bail-in che, a quanto pare, solo l’Italia ha sottoscritto!
Dimenticavo di scrivere che queste mie note non sono il frutto di una cattiva nottata, di una cena con Micron e “MoscoWC o di pura partigianeria: si tratta di una ricerca e delle conclusioni di un’inchiesta de “Il sole 24ore”, giornale economico che non può essere tacciato di avere un atteggiamento “benevolo” verso questo governo, anzi. (articolo di Vito Lops su Il sole 24 ore del 31 agosto 2017).
Elio Bitritto