Giose Rimanelli. Attaccò il pensiero unico e fu ‘esiliato’.

Riscoprire Rimanelli che attaccò il pensiero unico e fu ‘esiliato’.(Il Foglio)

La figura di Giose Rimanelli va (ri)scoperta. Giose Rimanelli è un intellettuale glocal di primo piano. Italiano, ma con una apertura mentale mondiale, cosa che manca alla maggior parte degli intellettuali italiani. La sua conoscenza del Canada e degli USA, dove ha vissuto ed insegnao a lungo, non è stata di rimando, come in Pavese o Vittorini o Montale e né passeggera come in Soldati. Rimanelli l’ha conosciuta e vissuta in prima persona. Per apprezzare Rimanelli, deceduto nel Massachusetts qualche mese fa, comincerei con un’analisi comparata di due romanzi: Le Terre del Sacramento di Francesco Jovine, tipica figura di intellettuale nazional-popolare gramsciano e Tiro al Piccione di Giose Rimanelli. Jovine, come Ignazio Silone in Fontamara, celebra l’epopea dei cafoni, vittima dei fascisti e dei latifondisti. Rimanelli fa rivivere in prima persona cosa ha significato battersi, ed essere sconfitto, dal lato dei repubblichini. Ecco i termini di paragone antitetici di cui la cultura italiana non è, ancora oggi, riuscita a emergere. Importantissimo anche un altro romanzo del Rimanelli, Biglietto di Terza, che inserisce nella tematica romanzesca italiana, l’importantissimo, ma ignorato fenomeno dell’emigrazione italiana, nel caso specifico in Canada. Ed epica e mitica dimensione acquista la realtà d’origine, il Molise, in Moliseide. Né va dimenticata la produzione scritta in inglese del Rimanelli, in particolare Benedetta in Guyserland. Il solo critico che ha apprezzato finora nella giusta grandezza Giose Rimanelli è Sebastiano Martelli. Mi onoro di aver conosciuto Giose ed essere stato suo amico, oltre che suo interprete. Ma il pensiero unico tardo-gramsciano che Rimanelli criticava è ancora pesantemente presente e dominante in Italia.

Filippo Salvatore

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