Sulla Libertà di Stampa in Italia

La libertà di stampa e di libero pensiero è un diritto fondamentale in una democrazia (e formalmente l’Italia lo è). Esercito il diritto al libero pensiero in questo mio intervento.
In Italia c’è VERAMENTE libertà di stampa? E’ il diritto che l’Ordine dei Giornalisti ed il direttore del quotidiano Repubblica e del settimanale L’Espresso hanno rivendicato l’ 11 dicembre 2017, dopo l’aggressione di un gruppuscolo di militanti di Forza Nuova alla sede della redazione di Repubblica.
Secondo quanto rivelato da un rapporto di Reporters sans Frontières, l’Italia è al 77° posto, su 180 paesi, nella classifica mondiale per l’esercizio della libertà di stampa. In Italia nel campo dell’informazione c’è poco pluralismo e molto clientelismo e sudditanza. Non esistono editori puri nella carta stampata, capaci di essere un contropotere o di svolgere un sano ruolo di mediazione critica tra potere e opinione pubblica. Nella RAI si pratica tanta censura (o auto-censura e cortigianìa) e Mediaset è completamente controllata da Berlusconi.
La stampa in Italia è completamente sovvenzionata, salvo il raro esempio, anche se sempre di più indirettamente ( anche i grandi quotidiani nazionali o i settimanali). Come può una stampa sovvenzionata essere veramente libera?
Pier Paolo Pasolini nelle sue Lettere Luterane ( Einaudi 1976) faceva valere che gli intellettuali italiani sono stati per secoli dei cortigiani ed al giorno d’oggi i giornalisti ragionano secondo la logica del Palazzo, per cui vengono presentati come importanti solo gli intrighi di Palazzo, dei potenti.
Secondo Predrag Matvejevic in Breviario Mediterraneo (1987) l’Italia è una democratura (un regime formalmente costituzionale, ma di fatto oligarchico). Questo principio è ancora più vero dal 2012. Con il governo di Mario Monti, l’Italia si è lasciata imporre il predominio economico dai banchieri tedeschi e francesi, diventando così, nella realtà dei fatti, una colonia. E dopo le sue scellerate decisioni, Mario Monti è stato nominato senatore a vita! L’adesione ad una moneta comune, l’euro, ed il rispetto del margine del 3% , mette l’Italia in una posizione di accettazione obbligata delle decisioni della Banca Centrale Europea, di vera sudditanza, e rende il pagamento del debito pubblico impossibile. Ancora più grave è il fatto che il sistema bancario italiano è in mano a dei corrotti super-pagati che non esercitano i dovuti controlli ela difesa dei piccoli risparmiatori e per favorire l’attività delle piccole e medie imprese. Risultato? Messa sul lastrico di tantissimi piccoli risparmiatori, quasi impossibilità di prestiti per i piccoli imprenditori, povertà crescente, ritorno all’emigrazione, soprattutto di giovani diplomati e laureati e permissivismo, senza controlli efficaci, di una ondata di migrazioni economiche illegali dall’Africa sub-sahariana favorita per dubbiose ragioni di fratellanza, fatte valere dalla Chiesa cattolica o da un internazionalismo tardo-marxista. Chi si oppone alla corruzione del sistema bancario italiano ed allo sbarco di centinaia di migliaia di migranti economici illegali africani e difende il diritto/dovere dello Stato italiano al controllo delle proprie istituzioni bancarie e dei propri confini geografici, viene tacciato di nostalgico fascista e additato come intollerante, pericoloso, razzista. Una percentuale crescente del popolo italiano non accetta come valida questa versione dei fatti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: