Il nuovo libro di Pansa. “La resistenza non può essere raccontata con bugie

In libreria il nuovo libro di Gian Paolo Panda,  Uccidete il comandante bianco -Un mistero della Resistenza, edizioni Rizzoli.

È la storia di Aldo Gastaldi, detto “Bisagno”, «l’unico comandante partigiano  non comunista della terza divisione Cichero, la più importante della Liguria». “Bisagno” – racconta Pansa – fu ucciso nel maggio del 1945, a guerra finita, in un «assurdo incidente stradale, architettato da qualche fazione estremista del partito di Palmiro Togliatti».   La ragione per cui i partigiani comunisti decisero di farlo fuori? Perché “Bisagno” rifiutava di eseguire gli ordini   imposti dai vertici comunisti al solo scopo di controllare politicamente le formazioni partigiane.

Aldo Gastaldi, quando venne assassinato aveva soltanto 24 anni e la sua morte è un altro di quei tanti crimini commessi dai comunisti durante la guerra civile che Pensa con grande coraggio ed onestà intellettuale ha ricostruito e denunciato alzando finalmente il velo su ciò che è anche stata realmente la guerra civile in Italia.

“La nostra guerra civile – ha scritto in questo giorni Pansa su La Verità – non può essere raccontata da una serie di bugie mai corrette. Spero che il dramma del Comandante bianco serva anche da monito”.

Peppino Tagliente

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