Esodati noi

“L’Esodo”. Storia mai finita degli “esodati”.


Un libro e un film (di Ciro Formisano) riportano efficacemente alla nostra attenzione il destino di chi, dall’oggi al domani (2012), ghigliottinato dal governo Napolitano-Monti-Fornero, con l’approvazione pressoché dell’intero Parlamento, rimase senza lavoro e senza pensione. Ripropone il dramma umano e sociale, che per molti ancora non ha fine, del cittadino reso suddito, senza alcuna possibile difesa personale e democratica, di fronte alla asserita ” … necessità di salvare l’Italia dal baratro”!

Mondo Moderno, epoca della post Liberazione, nascita dell’Europa come “fattore di pace e di prosperità”… c’è chi, nella gestione dei conti pubblici e della sorte delle Nazioni, agisce da Robespierre di turno, ritenendo di poterlo fare a nome … talora di Dio, tal’altra della Rivoluzione o di una semplice Riforma, e chi, al tempo stesso, in forza di ciò, è chiamato a fare i conti con la propria vita, in termini di sussistenza persino.

L’interrogativo è sempre lo stesso e, a quanto pare, ancora e sempre senza autentica soluzione. Ha ragion d’essere uno Stato che non assolve al proprio fondamentale compito: realizzare il ben-essere del suo popolo nella sua interezza, di tutti i suoi componenti e partecipanti?

gfp