“Anche Superman era un rifugiato’.

“Anche Superman era un rifugiato”
Questo il titolo di un libercolo che l’Unhcr pubblica con l’intento di lavare il cervello dei bambini attraverso storie e storielle “educative” e mielose finalizzate alla accoglienza indiscriminata di chiunque venga nel nostro Paese, che bussi e chieda permesso o che entri di prepotenza. A titolo di esempio cita Enea, esule da Troia che giunto nel Lazio per prima cosa fece fuori Turno, e ne impalmò la promessa sposa Lavinia, figlia di Latino: e la cosa non mi pare un buon esempio. Cita poi altri illustri esempi di illustri personaggi ella letteratura, dell’arte della scienza, ecc: avrei voluto fosse citato anche, tanto per dirne uno di cui molto si parla in questi giorni, tale Innocent Oseghale, quel tale rifugiato che capava vendendo droga ai ragazzini e alle ragazzine e che ha drogato, violentato, ucciso e fatto a pezzi una ragazzina, Pamela Mastropietro: e come non ricordare la Desirée Mariottini, anche lei sedicenne, violentata ed uccisa, secondo l’accusa, da tre africani, pure loro “rifugiati”. Certo ci sono rifugiati eccellenti come Dante e Conrad, Chagall e Freddy Mercury ma si può dire che entravano in terra straniera bussando alla porta, accettandone le consuetudini, gli usi, le leggi, e normalmente la religione non costituiva un ostacolo. Capaci e desiderosi di integrarsi laddove questa volontà non viene manifestata da altre tipologie di rifugiati. A parte un “eroe” positivo, anzi positivissimo come Superman cosa dire delle orde di inglesi, tedeschi, francesi, spagnoli, portoghesi ed europei in genere che si “rifugiarono” in America, del nord e del sud? Penso sia nota la gentilezza con cui si approcciarono ai nativi: venne semplicemente applicato il diritto del più forte, se non come uomini inizialmente, come tecnologia in Nord America e con le malattie nel sud. E le popolazioni indigene hanno accolto i “rifugiati” finché i rifugiati non ebbero compreso che i più forti erano loro. Aggiungo un particolare: una parte consistente dei “rifugiati” di oggi non accetta la vita “occidentale” e non mi riferisco alle usanze o ai veli: faccio mente locale ad un fatto molto più grave che riguarda l’identificazione dello Stato con la Religione: in Occidente ci sono due piani, “a Cesare quello che è di Cesare ed a Dio quello che è di Dio”. L’Unhcr si giustifica dichiarando “Questo libro è stato pensato per permettere alle ragazze e ai ragazzi di formulare una propria opinione su che cosa significhi essere rifugiati, basandosi su storie vere”: sarà anche così (ma non ci credo): se così fosse dovrebbero dar conto di tutte le storie di immigrati, quelle singole e quelle di massa. la tragedia è che l’Italia si appresta, per bocca del ministro degli esteri Moavero e del premier Conte, a firmare il Global Compact proposto dall’ONU: ciò aprirebbe le porte ad una invasione incontrollata ed incontrollabile e francamente non ne abbiamo proprio bisogno.
Elio Bitritto