Così parlò Zarathustra

Zarathustra è stato un mitico profeta, fondatore dello Zoroastrismo, vissuto in un’area tra il Turkmenistan e l’Afghanistan, tra il diciottesimo ed il quindicesimo secolo A.C.. Mandato sulla Terra dal dio Angra Mazda (spirito del Bene) per guidare e salvare il mondo immerso nel male causato da Angra Mainyu (spirito del Male). Questo ruolo salvifico dell’umanità è stato affrontato in tutte le filosofie e religioni con risultati, evidentemente, piuttosto deludenti. Oggi viene riesumato da un novello Zarathustra … de noantri, che, in un’intervista al Corriere dei Servili, coglie l’occasione del centesimo anniversario della vittoria nella prima guerra mondiale per sentenziare “Nessuno Stato, da solo, può affrontare la nuova dimensione sempre più globale. Ne uscirebbe emarginato e perdente. Soprattutto i giovani lo hanno compreso”. E ancora “Oggi possiamo dirlo con ancora maggior forza l’amore di Patria non coincide con l’estremismo nazionalista. Ma il nostro Zarathustra, di solito poco loquace (normalmente comunica per telepatia con un ristretto gruppo di consiglieri), approfitta dell’occasione per comunicare anche con la plebe, introducendo un fenomeno che si sarebbe prodotto molti anni dopo “Il fascismo fece propria e diffuse l’idea della guerra generatrice della Patria, attraverso il sangue degli italiani …. e l’esasperazione del nazionalismo fu posta alla base di una supremazia dello Stato sul cittadino, di una chiusura autarchica … l’amor di Patria oggi è inscindibile con i principi della nostra Costituzione, che ne sono il prodotto e il compimento”. Parole sagge anche se, forse per il troppo tempo passato a comunicare per telepatia, ha perso il filo del discorso e fa confusione di date: tanto è vero che cade nello stesso errore affermando di non temere ora “la ricomparsa degli stessi spettri del passato, pur guardando con preoccupazione a pulsioni di egoismi e supremazie di interessi” (in pratica non teme che Angra Mainyu possa tornare a dominare il mondo). Per chi non ci ha capito molto devo dare un aiutino: è bene precisare che si tratta di una sorta di “parabola”, il classico “parla a nuora perché suocera intenda”.
Buonasera
Elio Bitritto