La Fortuna di essere … stuprate.

Potere al popolo è una formazione di estrema sinistra che ha uno strano concetto della parola “fortuna”. Per i  tizi che ne fanno parte Desirè Mariottini, la ragazzina che è stata drogata e stuprata per 12 ore da una banda di delinquenti, è stata “fortunata”. Questi tizi intanto rilevano come prima colpa che la ragazzina aveva “mentito” alla nonna (e già questo è una colpa gravissima), si pongono il dubbio se veramente i delinquenti siano degli immigrati (scrivono “pare …”): in conseguenza di tutto ciò (cito testualmente) è stata fortunata perché, perlomeno, le viene riconosciuto lo status di vittima. Grazie alla nazionalità dei suoi aguzzini Desirè può essere pianta…”. Barbara idiozia che viene manifestata con un lungo scritto di un/una componente di questa formazione estremista che, pur di difendere i clandestini in Italia per motivi umanitarie e con il foglio di via, ricordano altri casi ugualmente se non più gravi come “la bambina calabrese abusata da un branco di concittadini per anni ed a cui il paese ha voltato le spalle …”, come se l’orrore di quella storia non fosse stato evidenziato da tutta l’opinione pubblica. Con lo stesso metro di misura di questi idioti si dovrebbe dire che quella bambina è stata fortunata perché non è morta! E che dire allora di quel deficiente di Macerata che ha ferito sei africani per vendicare lo scempio che, sempre degli africani, avevano fatto del suo corpo: anche in questo caso i feriti si sono guadagnati “lo status di vittime” (mentre su Pamela gli idioti hanno taciuto evidenziando come molto peggiore l’azione di un deficiente rispetto a quella degli stupratori assassini e sezionatori di cadavere). Questi idioti non sono soli, altri di maggior spessore culturale (si fa per dire) hanno evidenziato il “… se l’è cercata”: Gad Lerner, volto noto della TV, vicino alla sinistra (anzi strettamente complice della sinistra), non si occupa dei clandestini ma evidenzia alcuni aspetti della vita di Desirè piuttosto marginali “Dopo #PamelaMastropietrro guardiamo attoniti la vita e la morte di #DesirèMariottini: dipendente da eroina, figlia di spacciatore italiano e madre quindicenne, vittima di pusher immigrati. Vicende tragiche che dovrebbero suggerirci qualcosa di più e di diverso dall’odio razziale”. In pratica evidenzia una condizione “privilegiata” per essere entrata nel mondo della droga e di essere uccisa (anche se non parla di “fortuna” come quegli idioti di prima) e, soprattutto, invita i lettori a “suggerirsi” qualcosa di più e di diverso dall’odio razziale: cosa c’entri l’odio razziale lo sa solo Lerner: se gli assassini fossero stati italiani, quale sarebbe stato il suo commento? Ma la cosa che mi induce a ritenere che le sue siano parole vuote, ciniche e volgari è il fatto che evidenzi la mancanza di certi “valori”, quelli mancanti nella famiglia di Desirè e che sono alla base della scelta fatta dalla ragazzina ma che, soprattutto, sono quelli che hanno disgregato la famiglia, anche con la sua partecipazione, con la sua approvazione, con la sua connivenza. Grazie dunque anche a Gad Lerner e a Potere al Popolo per aver consentito a Desirè di vedersi riconosciuto lo status di VITTIMA! Che Fortuna!
Elio Bitritto